La civiltà di India, Cina e America

Intorno al 3500 a.C. una popolazione di origine indoeuropea, proveniente dall'altopiano iranico, colonizzò la valle dell'Indo, attirata dalla ricca vegetazione della vasta e fertile pianura alluvionale, essa diede vita a una civiltà urbana molto evoluta. I suoi centri più importanti furono Harappa, scoperta nel 1921, e Mohenjo-Daro (sorta verso il 2600 a.C.). La società era divisa in classi e il potere era gestito da una ristretta cerchia di ricchi mercanti. Tra il 1800 e il 1700 a.C. questa civiltà scomparve improvvisamente. Tra le cause che portarono alla distruzione della civiltà Harappana vi fu anche l'invasione degli Arii, un popolo indoeuropeo che agli inizi del II millennio dalle steppe russe e si diresse in parte verso il bacino del Mediterraneo e in parte verso sud-est, dove in base e sottomise l'intero territorio del Pakistan odierno e gran parte dell'India. L'invasione degli Arii portò alla sottomissione delle popolazioni locali e introdusse un sistema sociale basato sulla divisione in caste, tuttora esistente in India. Le caste erano e sono quattro: i brahmani (sacerdoti), i Ksatriya (guerrieri), i vaisiya (vommercianti e artigiani) e i sudra (servi). Al di fuori del sistema sono i Paria, gli intoccabili, privi di ogni diritto ed eredi dei Dravida, la popolazione sconfitta dagli invasori. Gli Arii diedero vita a regni governati da raja, spesso in lotta tra loro, fino a quando all'inizio del III secolo a. C un grande sovrano, Asoka, unificò l'immenso territorio. La loro religione si innestò sulla precedente tradizione politeista locale, e diede vita all'induismo. Gli Arii parlavano il sanscrito, una lingua indoeuropea di origine molto antica.

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