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Il Carcere
A Roma esistevano due tipi di carcere: quello domestico e quello cittadino. Il carcere domestico era un locale della casa (in genere sotterraneo) nel quale il pater familias rinchiudeva a fini punitivi gli schiavi e i figli indisciplinati, nonché i suoi debitori. Il carcere cittadino invece era il luogo nel quale venivano rinchiusi coloro che erano stati condannati a morte e che erano in attesa di esecuzione. A differenza di quello privato dunque esso non era un luogo dove si scontava una pena: il diritto romano non conosceva infatti la pena della reclusione. Alcune pene limitavano la libertà personale: l’esilio vietava di rientrare nella città da cui si era stati esiliati, la relegatio e la deportatio obbligavano a soggiornare in un determinato luogo e così faceva – di fatto- anche la condanna ad metalla, vale a dire ai lavori forzati. Nessuna di queste pene prevedeva lo sconfinamento in edificio come il carcere.
Il carcere pubblico più antico, chiamato Tullianum (e più tardi Mamertinum), era collocato sullaparte nord-ovest del Foro, sotto l’attuale chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami. Esso era stato costruito nel III secolo a.C nella parte del Foro chiamata Comitium, in cui i magistrati celebravano i processi per consentire un facile trasferimento degli imputati e dei carcerati. Nel tardo II secolo esso venne ampliato e insieme alle vicine latumiae iniziò a essere un complesso carcerario di una certa ampiezza. La descrizione di questo carcere fatta da Sallustio lo raffigura come un luogo terribile nel quale i prigionieri venivano ammassati in condizioni disumane, abbandonati agli arbitrii e alle crudeltà dei carcerieri che spesso li invitavano esplicitamente a suicidarsi o li costringevano a farlo con le loro angherie. A rendere le condizioni di vita nel carcere ancor più spaventose si aggiungeva il fatto che in uno dei suoi locali, il più remoto e il più profondo, avevano luogo le esecuzioni capitali (spesso per strangolamento) e i cadaveri erano abbandonati a marcire, appestando l’ambiente e provocando ulteriori morti.

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