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Oriente e Occidente

Alla fine del III secolo d.C l’imperatore Diocleziano (285-305 d.C) divise l’Impero in due parti, affinchè fosse più facile governarlo. In seguito alla sua morte però tra i suoi successori scoppiò una guerra per il controllo dell’Impero che venne riunificato da Costantino il Grande (306-337 d.C.). Nel 395 d.C l’imperatore Teodosio divise definitivamente l’Impero Romano in due parti che lasciò ai suoi due figli: l’Impero d’Occidente, con capitale Milano, e l’Impero d’Oriente, con capitale Costantinopoli (la città greca di Bisanzio che Costantino aveva scelto come capitale).

L’Impero d’Occidente comprendeva l’Italia, l’Europa occidentale e l’Africa nord-occidentale. Queste regioni erano meno ricche di quelle orientali. Qui infatti l’attività principale era l’agricoltura, ma essa rendeva poco, perché le terre più fertili appartenevano alla nobiltà romana che investiva poco nei suoi immensi latifondi (grandi proprietà terriere). Inoltre i contrasti interni tra i cristiani e i pagani (coloro che non erano cristiani), ancora numerosi, erano un altro elemento di debolezza dell’Impero d’Occidente.

L’Impero d’Oriente (che oggi gli storici chiamano bizantino, dalla capitale, Bisanzio) comprendeva gran parte della penisola balcanica, l’Asia sud-occidentale e l’Egitto. Qui si trovavano alcune delle terre più fertili dell’Impero, in particolare l’Egitto e la proprietà terriera era meno concentrata, per cui le rese erano più alte.
Grazie alla presenza di grandi centri commerciali, come Costantinopoli e Alessandria d’Egitto, e ai legami con i grandi regni dell’Asia (Impero Persiano dei Sassanidi, India), nell’Impero d’Oriente il commercio era più sviluppato

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