La Bibbia, fondamento dell'identità ebraica

Le notizie più antiche sul popolo ebraico ci sono giunti attraverso il racconto contenuto nella Bibbia. Essa è formata da un insieme di testi di epoche diverse, i più antichi dei quali risalgono al 10º secolo a. C., e appartengono a vari generi letterari: vi si mescolano testi poetici e norme giuridiche, cronaca e leggenda. Per gli ebrei la Bibbia e la fonte stessa della loro civiltà e fondamento della loro identità: è necessario dunque analizzare la separando gli elementi storicamente attendibili da quelli frutto di un ripensamento di natura religiosa. È bene ricordare infatti la particolare prospettiva della Bibbia, che narra la storia di un popolo "speciale", sento da Dio: il popolo "eletto". Ciò nonostante, quanto raccontato nei primi cinque libri (il Pentateuco, comuni a Ebrei e Cristiani), contiene vari elementi utili a ricostruire almeno nelle linee essenziali le fasi cruciali della storia ebraica.

La parola "ebreo" deriva quasi certamente dal termine khabiru (fuggiasco) . Le origini del popolo ebraico risalgono infatti alla fine del III millennio a.C., quando in Palestina, come in Siria e in Anatolia, la crisi del sistema socio economico fondato sul tempio e sul palazzo aveva prodotto profondi mutamenti sociali, avviando grandi migrazioni. Alcune tribù nomadi sentirono allora la necessità di mantenere una comune identità derivante dall'appartenenza a un medesimo gruppo. L'idea di "popolo" si sostituì così a quella di territorio, per cui si formarono entità nazionali come quella ebraica, basate sulla discendenza da un capostipite e unite da lingua e religione comuni.

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