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Concetti Chiave

  • Gli antichi Romani iniziarono a radersi e tagliare i capelli solo nel II sec. a.C., mentre i barbieri giunsero a Roma dalla Sicilia nel 300 a.C.
  • La moda della rasatura quotidiana fu introdotta a Roma da Scipione l'Africano nel III sec. a.C., influenzata dalla cultura greca dell'età ellenistica.
  • La rasatura della prima barba, un evento solenne chiamato "Depositio barbae", veniva celebrata con una festa in famiglia.
  • La barba era simbolo di gioventù; gli uomini romani si radevano al comparire dei peli bianchi, associando la rasatura all'invecchiamento.
  • Il rasoio era presente tra i reperti archeologici romani prima del II sec. a.C., sebbene l'uso della rasatura non fosse ancora diffuso.

Indice

  1. Tradizioni romane e greche
  2. Evoluzione della rasatura a Roma
  3. Influenza greca e moda romana
  4. Significato culturale della barba

Tradizioni romane e greche

Tra gli antichi Romani non esisteva l'usanza dei Greci dell'età arcaica ed etrusca di radersi una barba rotonda intorno al viso e di tagliare completamente i baffi.

Evoluzione della rasatura a Roma

Gli antichi Romani facevano crescere capelli , barba e baffi e solo nel II sec. a.C. iniziarono a radersi e a tagliare i capelli. I primi barbieri sarebbero arrivati a Roma dalla Sicilia nel 300 a.C.. Il rasoio, tuttavia, fa la sua comparsa tra i reperti archeologici molto prima di quella data, probabilmente perchè i tonsores di cui parla Varrone erano già in Italia, arrivati per aprire delle pubbliche attività di tonstrinae. Ciò significherebbe che l'uso di radersi e tagliarsi i capelli era presente ma non diffuso nè affermato.

Influenza greca e moda romana

Nel III sec. a.C., Scipione l'Africano iniziò la moda della rasatura quotidiana e Claudio Marcello,conquistatore di Siracusa, fu il primo romano a comparire sulle monete effigiato senza barba. La cultura greca stava penetrando in quegli anni a Roma, non solo nelle forme letterarie ma anche nelle abitudini quotidiane. La moda di radersi la barba, che nacque in Grecia in età ellenistica proprio con Alessandro, fu a Roma un lento processo che culminò con la seconda guerra punica.

Significato culturale della barba

I giovani romani non si radevano la prima barba fino a quando non fosse stata abbastanza consistente. Veniva allora rasa e consacrata a una divinità, "Depositio barbae", e, considerato un avvenimento solenne, veniva celebrato con una festa della famiglia. Gli uomini conservavano la barba curata fino ai quarant'anni, quando, comparsi i peli bianchi, li si toglieva con le pinzette (volsellae), o meglio e più rapidamente, si radeva del tutto. La "barbula" era perciò associata alla gioventù e radersi la barba significava invecchiare.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'evoluzione della rasatura tra gli antichi Romani?
  2. Gli antichi Romani iniziarono a radersi e a tagliare i capelli solo nel II sec. a.C., con l'arrivo dei barbieri dalla Sicilia nel 300 a.C. Sebbene il rasoio fosse già presente, l'uso della rasatura non era diffuso né affermato all'epoca (testo).

  3. Come ha influenzato la cultura greca le abitudini di rasatura a Roma?
  4. La cultura greca ha iniziato a influenzare Roma nel III sec. a.C., portando alla moda della rasatura quotidiana, iniziata da Scipione l'Africano. La rasatura, che era una pratica ellenistica, si è diffusa lentamente a Roma, culminando con la seconda guerra punica (testo).

  5. Qual è il significato culturale della barba per i giovani romani?
  6. Per i giovani romani, la barba rappresentava la gioventù e veniva rasata solo quando era abbastanza consistente, in un rito solenne chiamato "Depositio barbae". Gli uomini tendevano a mantenere la barba fino ai quarant'anni, quando iniziavano a radersi completamente (testo).

Domande e risposte

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