Augusto e i senatori non Italici

Con Augusto si conobbe una grave espansione anche con il fenomeno dei senatori non Italici, cioè da quei senatori che provenivano dalle regioni a nord del Po che avevano ricevuto la cittadinanza Romana da Cesare. Notabili natii della Spagna entrarono in Senato già con Cesare come Cornelio Balbo, spagnolo, divenne console grazie ad Ottaviano.
La decimazione del ceto senatorio, voluto da Nerone, determinarono sotto i Flavi una vera e propria impennata di nuovi senatori provenienti dalle regioni orientali dell'impero. Vespasiano nominò il primo console proveniente dall'Africa. Nel giro di poche generazioni la classe dirigente proveniva da ogni angolo del dominio romano.

I tradizionalisti, in un forte dibattito che ebbero in senato, dove partecipò anche l'imperatore Claudio, in quell'occasione pronunciò un discorso memorabile il quale, pervenutoci da fonti storiche, nel dibattito ne emerse che non potevano più essere tollerate le presenze ai vertici di senatori stranieri perché Roma era capace di estrarre da sé governatori e non voleva assolutamente che popoli che avevano aggredito e occupato Roma potessero con i loro rappresentanti governare Roma.

In questo dibattito, la risposta di Claudio fu una vera lezione di storia Romana, in quanto ricordò che sia la sua famiglia che quella della gens Iulia erano di origine straniera.

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