La dinastia tebana (il Medio Regno)

La crisi dell'autorità centrale in Egitto aveva causato la provvisoria disgregazione dell'unità del Regno, che forse si spaccò in due parti. Questa lunga fase critica si è conclusa intorno al 2100 a.C., con l'ascesa al potere della dinastia tebana (la XI), il cui esponente più noto fu il faraone Sesostri III, che riconquistò il potere assoluto, limitando l'autonomia dei governatori, rafforzando i confini a est e a sud, e dando inizio a una politica di centralizzazione delle strutture dello Stato. Il medio regno vide anche i trasferimento della capitale Atene, nell'alto Egitto. Tale fase fu caratterizzata dalla politica espansionistica di faraoni come Sesostri III ai danni della Nubia, della Siria e della Palestina. Altri sovrani, tra cui ricordiamo Amenemhet III, suo successore, realizzarono lavori di bonifica e messa a coltura della regione intorno a Menfi, per rispondere alle accresciute esigenze alimentari conseguenti all'aumento demografico.

L'invasione degli Hyksos

Questo periodo di floridezza e stabilità tuttavia non durò a lungo: la tendenza dei governatori a rendersi autonomi dal potere centrale condusse a un nuovo indebolimento del potere assoluto del sovrano, ulteriormente provato dall'invasione degli Hyksos (XVIII sec.a.C.). Questo popolo, di cui sappiamo ben poco, fu probabilmente sospinto verso occidente dalle grandi migrazioni di popoli asiatici del secolo precedente, con gravi conseguenze anche in altre aree geografiche (come nella vicina isola di Creta).

Gli Hyksos stabilirono nella zona del delta del Nilo e di lì, nel giro di un secolo, estesero la loro influenza sul resto dell'Egitto. Tuttavia, questo popolo nomade, dotato di un'indubbia superiorità militare, assicuratagli dall'uso dei carri da guerra, subì l'influenza della civiltà egizia fino ad assorbirne gli usi (tra cui anche la scrittura) e venne almeno in parte assimilato.

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