La scrittura geroglifica e la produzione letteraria

Le necessità dell'amministrazione, l'esigenza di tramandare le conoscenze scientifiche e una certa vivacità letteraria fecero sì che nella civiltà del Nilo si sviluppassero tre tipi di scrittura, ognuna delle quali deputata a specifici usi e funzioni. In tutti e tre i casi si tratta di una scrittura ideografica, in cui ciascun segno corrisponde a un oggetto o un concetto. La scrittura sacra, utilizzata per le incisioni su templi, tombe e monumenti è la scrittura geroglifica. Da essa nacque successivamente la scrittura ieratica, usata da sacerdoti e funzionari: essi per scrivere usavano fogli di papiro oppure tavolette di legno cosparse da uno strato di cera o di stucco che veniva inciso con un stilo di legno o metallo compunta rigida e arrotondata. Per l'uso quotidiano era dotato un terzo tipo di scrittura, la più recente (VII a.C.), detta demotica o popolare.

La scrittura in Egitto fu data anche per la ricca e varia produzione letteraria, ad esempio il Libro dei Morti, cui si connette anche un altro testo relativo al culto dei defunti: i testi delle piramidi. Non mancavano opere dedicate a esaltare le gesta eroiche dei faraoni, opere di argomento religioso, e anche fiabe e liriche amorose. Molto gradita alla mentalità degli antichi egizi era la letteratura moraleggiante e didascalica, per cui sono giunte fino a noi raccolte di proverbi, di detti famosi, di regole di vita quotidiana, attribuite, per conferire loro maggiore credibilità, a dotti e sapienti, i cui contorni si perdono nel mito.

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