L'agricoltura


Nell'antico regno egizio il sistema economico controllato dal faraone, unico proprietario delle terre del suo immenso regno di cui disponeva a proprio piacimento, era basato sull'agricoltura, praticata efficacemente lungo le strisce di terra nera limitrofe al corso del Nilo.

Grazie all'abbondante strato di limo che il fiume, ritirandosi, lasciava dietro di sé, gli egizi riuscivano a ottenere due raccolti all'anno, di grano e orzo ( da cui si ricavava anche la birra, la principale bevanda degli antichi egizi); questi cereali costituivano la base dell'alimentazione cui si aggiungevano la selvaggina, il pesce e la carne degli allevamenti bovini, ovini e suini. Una parte del raccolto era sempre tenuta come scorta per eventuali carestie e per essere utilizzata nella semina l'anno successivo.

Al raccolto partecipava tutto il popolo sotto il controllo degli scribi reali: dopo che costoro avevano annotato le quantità sui loro registri, Il grano e gli altri cereali venivano ammassati nei templi o nei granai del faraone.

Tra le risorse più importanti dell'Egitto, la cui produzione era monopolio del faraone, vi era anche il papiro, che cresceva abbondante lungo le sponde del Nilo e che, una volta trasformato in fogli, utilizzati come supporto per la scrittura, era uno dei pochi prodotti a essere esportato (per di più a prezzo elevato), perché i beni ricavati dall'agricoltura, dalla caccia, dalla pesca e dall'allevamento erano destinati essenzialmente al consumo interno.

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