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Amministratori, sacerdoti e faraoni


L’antico Egitto era molto vasto e la sua organizzazione politica ed economica era fortemente accentrata nelle mani del re. Una fitta schiera di funzionari e amministratori aveva il compito di trasmettere i suoi ordini e controllare che fossero eseguiti. I sacerdoti formavano una ristretta categoria di persone, ricche e potenti: consigliavano il re, amministravano la giustizia, custodivano i templi e i loro tesori. Oltre che alle pratiche religiose, i sacerdoti egizi si dedicavano allo studio degli astri, dell’aritmetica e della geometria, e fecero così progredire le conoscenze scientifiche del tempo. Su tutti comandava il faraone. Egli era il padrone di tutte le terre coltivate, stabiliva le leggi e comandava l’esercito. Il faraone era considerato figlio del dio Sole ed era adorato egli stesso come un dio: per lui si costruivano monumentali templi e tombe gigantesche. L’arte degli scribi: Gli Egizi usavano un tipo di scrittura che noi chiamiamo geroglifica. Non era formata da lettere come la nostra, ma da tanti segni-disegni stilizzati, cioè semplificati con pochi tratti: ciascuno corrispondeva a un oggetto, a un animale, a una persona oppure a una dea. Poche persone potevano frequentare le scuole dei sacerdoti e imparare l’arte della scrittura: gli scribi. Soltanto essi sapevano riconoscere i segni dei geroglifici che erano più di 2.000. Gli Egizi scrivevano su rotoli di papiro, una pianta che cresceva spontanea sulle sponde del Nilo. Il faraone Tutankamon sul suo cocchio. È una pittura su legno che adornava la sua tomba. Gli scribi co i loro rotoli di papiro e i pennelli. Particolare di un rotolo di papiro con la scrittura egizia.
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