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Alessandro Magno

Alessandro si era formato alla scuola di Aristotele ed era dotato di un’intelligenza eccezionale. In guerra, disprezzava il pericolo e sfidava la morte ed è anche per questo che era molto amato dai suoi soldati, il che contribuì senz’altro alla realizzazione dei suoi ambiziosi progetti.
Quando il padre mori, aveva solo 20 anni
All’inizio, si occupò di domare la rivolta delle città greche, che sotto la guida di Tebe si volevano sottrarre al dominio dei Macedoni. Con un’estrema rapidità, in tre giorni di assedio riuscì ad espugnare Tebe e la rase al suolo. Così, dopo aver riaffermato la sua supremazia sulle città greche riprende il progetto del padre che era quello di impadronirsi dell’Oriente.

La spedizione in Asia Minore e la fondazione di Alessandria

Con la scusa di vendicare le città greche , nel 334 a.C. inizia la campagna contro i Persiani, anche, in realtà, il suo scopo era quello sottrarre ad essi il controllo del mare. Fu così, che l’anno dopo, sconfisse l’esercito persiano a Isso; l’imperatore Dario III riuscì a fuggire e i suoi familiari furono fatti prigionieri.
In poco tempo, Alessandro liberò le città greche dell’Asia Minore dal controllo persiano e da questo momento sarà chiamato “Magno” = il Grande. Dario III gli fece una proposta di pace con la quale era disposto a lasciargli i territori conquistati in Asia minore, ma Alessandro rifiutò e continuò ad avanzare nelle sue conquiste, occupando la Fenicia, la Palestina e la Siria. Quindi si rivolse verso l’Egitto Qui, fondò una nuova città sul delta del Nilo che egli chiamò Alessandria e che ben presto diventò un centro culturale ed economico di grande importanza

L’attacco all’impero persiano

La vittoria definitiva sui Persiani avvenne nel 331 a.C. a Guagamela, non molto lontano dal luogo dove un tempo sorgeva la città di Ninive e cuore dell’impero assiro-babilonese. Dopo questa battaglia, l’imperatore persiano Dario III fuggi di nuovo e, questa volta, Alessandro Magno non esitò ad inseguirlo fino nelle regioni più orientali dell’Asia. Alla fine, Dario III fu catturato ed ucciso da un suo satrapo (= un nobile locale) che credeva di aver fatto un favore ad Alessandro. Considerandosi erede dei monarchi persiani si fece circondare da nobili persiani e introdusse e diffuse tutte le cerimonie persiane.
Morto Dario III, Alessandro era libero di proseguire le sue conquisto verso Oriente. Infatti, dopo aver attraversato l’Iran e l’Afganistan arrivò fino in Cina per discendere poi verso il sud nella valle dell’Indo dove, a Idapse, sconfisse un potente re indiano. Fu qui che il suo esercito stremato dalle forse si rifiutò di proseguire, ragion per cui Alessandro arrestò l’avanzata e ritornò a Babilonia dove si dedicò all’organizzazione dell’ Impero dove i problemi non mancavano. Invece di imporre con la forza il predominio greco-macedone, Alessandro preferì servirsi dei satrapi persiani per amministrare il suo vastissimo impero ed invece di imporre la cultura greca,preferì rispettare la lingua,le tradizioni e la religione dei popoli conquistati. Con lo scopo di garantirsi la fedeltà dei popoli sottomessi, in Egitto si fece riconoscere dai sacerdoti come faraone e a Babilonia si presentò come un re scelto dalla dività locale. Con l’obiettivo di favorire la fusione dei popoli favorì i matrimoni misti tra greci e persiani e lui stesso sposò una principessa orientale di nome Roxana. Divenuto sovrano di un immenso impero con capitale Babilonia, cominciò ad assumere atteggiamenti orientaleggianti e a comportarsi come monarca assoluto. Per esempio esigeza che davanti a lui, perfino i suoi generali si inginocchiassero come si faceva davanti alle divinità. Se questo era normale per i Persiani, non lo era per i Greci e i macedoni che cominciarono a organizzare delle congiure contro di lui. La reazione di Alessandro fu molto dura perché condannò a morte alcuni generali macedoni. Nel 323 a.C. Alessandro Magno muore da una normale febbre malarica, anche se a quel tempo si pensò che fosse stato ucciso dai suoi avversari.

Dopo la morte di Alessandro

Alessandro non aveva eredi che potevano salire sul trono, il quando il figlio che aspettava da Roxane non era ancora nato. Per questo motivo trasmise i suoi poteri al generale Perdicca. Alla morte di Perdicca, i diversi generali entrano in conflitto fra di loro per appropriarsi dell’Impero. Essi erano chiamati “diadiochi, cioè successori. Queste lotte durarono vent’anni senza che ci fosse qualcuno che prevaleva sull’altro. E’ per questo che, alla fine, l?impero di Alessandro Magno fu suddiviso in regni ellenistici e cioè:
• Regno d’Egitto, con capitale Alessandria di Egitto, assegnato al generale Tolomeo che fondò la dinastia dei Tolomei, come successori degli antichi faraoni
• Regno di Siria, fondato da Seleuco, altro generale, che fonderà la dinastia dei Seleuci
• Regno di Macedonia governato anch’esso da ex generali
• Regno di Pergano situato, nell’attuale Turchia
• Regno di Battriana, l’odierno Afganistan
I re ellenistici continuarono l’opera di Alessandro: ad essi i sudditi dovevano siservare onor come se fossero delle divinità. Inoltre i vari culti religiosi cominciarono a mescolarsi.
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