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Alaine Touraine: Globalizzazione e fine del sociale

Secondo Alan Touraine , il processo che ha portato alla Globalizzazione ha avuto origine già con la costituzione degli Stati nazionali dal momento in cui hanno affermato la volontà di un’entità di maggiore estensione, capace di far fronte alle esigenze di differenti classi sociali. Quindi la costruzione di una società mondiale era inevitabile, destinata a compiere il suo ciclo estendendosi al di là di ogni limite politico.
A livello quotidiano non percepiamo il fenomeno ma osserviamo le conseguenze considerandole insolite, ma se osserviamo un periodo limitato ci sentiamo spinti anziché verso la formazione di una società mondiale, verso la decrescente dissociazione dei meccanismi economici e delle organizzazioni politiche. In modo che ciò che veniva chiamato società scoppia.
Secondo Touraine ,quindi, i processi globali e la dissoluzione della società sono strettamente legati.

I cambiamenti irreversibili portati dalla Globalizzazione sono:
1) La Globalizzazione secondo Touraine è un fenomeno inteso non solo come mondializzazione della produzione e degli scambi, ma soprattutto come una forma estrema di capitalismo e, quindi, come separazione completa dell’economia dalle istituzioni che non sono più in grado di controllarla.
Il vecchio capitalismo si fermava allo Stato perché era lo Stato a governare politicamente. Con la globalizzazione, invece, vi è una separazione tra economia e politica-> la politica non è più in grado di governare l’economia.

2) La dissoluzione di ogni frontiera, economica e culturale, porta ad una “frammentazione” della società e ad una “frammentazione” della cultura.

3) Il 1° capitalismo (della rivoluzione industriale) così come l’abbiamo conosciuto, aveva già in mente l’annullamento delle barriere e aveva messo in discussione i vecchi paradigmi basati su concorrenza ed investimento, ma allo stesso tempo era limitato dallo Stato che governava ed erano gli stati stessi a creare delle barriere.
Oggi la globalizzazione ha ripreso l’idea del 1° capitalismo riguardo l’annullamento dei confini-> oggi il mercato è globale, è senza barriere, poiché non vi è controllo della politica sull’economia.

4) L’Io individuale è minacciato e con la globalizzazione prende sempre più piede l'individualismo-> fenomeno che nell’ambito della cultura ha preso piede con la globalizzazione. E’ il prodotto della società di mercato pienamente globalizzata.

La glob. ha spaccato le categorie su cui la società occidentale ha fatto leva.
Non c’è più la parola “noi”, ma “io”.

5) L’individualismo fa si che l’uomo cerchi di salvare se stesso come persona in una società in cui l’uomo dipende da tecniche di produzione/consumo/comunicazione.
La politiche, in particolare, ha fatto proprio l’Individualismo  le politiche non sono più incentrate sulla collettività, ma sul singolo individuo. Tanto è vero che le stesse campagne politiche si basano sull’immagine di un’unica persona che “vende” la sua politica buona, che si comporta come un prodotto commerciale.

6) L’uomo, prima della glob., si sentiva “protetto dallo stato”. L’uomo era sicuro che nello Stato era presente il Welfare State (Stato di benessere).
La glob crea la deindividualizzazione e, quindi, la fine del sociale: entra in crisi la società, il Welfare State e tutto ciò che difende e protegge l’individuo.
L’individuo, in particolare, entra in crisi poiché non ha più un centro a cui affidarsi. Oggi l’individuo è solo, senza difese e senza tutela e tutto ciò che gli rimane è la ricerca di se stesso all’interno della società globalizzata.
Il soggetto e, quindi, la volontà dell’individuo di essere l’attore della propria esistenza, ha un’importanza centrale.
(Beck: chiama questo fattore “soluzioni biografiche a problemi strutturali”-> l’individuo cerca la propria strada all’interno della società)

7) Il soggetto è portatore di diritto-> ma non essendoci più lo stato inteso come Stato nazione, non c’è più una vera e propria tutela del soggetto e, il soggetto stesso, diventa vulnerabile. Il soggetto cercherà, quindi, tutele giuridiche ma è messo in crisi dalla globalizzazione e dalla mancanza di un centro a cui affidarsi.

Il soggetto moderno, da un punto di vista storico, si è incarnato nell’idea di cittadinanza che ha imposto il rispetto dei diritti politici e universali.
L’idea di cittadinanza (partita, storicamente, dalla Rivoluzione Francese) è stata accolta dagli stati nazione, ma lo Stato Nazione è andato in crisi-> ora il cittadino è un cittadino globale, un cittadino del mondo che non ha la certezza di essere tutelato.
Il cittadino è sperduto, disperso nel globale, si deindividualizzazione e perde, così, ogni punto di riferimento.

8) al centro della vita sociale e politica era la lotta per i diritti sociali (in particolare dei diritti dei lavoratori)

9) oggi in primo piano vi è la rivendicazione dei diritti culturali

10) La distruzione della società, da parte della globalizzazione, mette in evidenza un conflitto tra le forze non sociali rafforzate dalla globalizzazione stessa (es. movimenti del mercato, catastrofi naturali, guerre) e il soggetto privo dei valori sociali ormai distrutti.

11) Nonostante questo conflitto il soggetto non si arrende, ma anzi si sforza di creare istituzioni in grado di sostenere la sua libertà e creatività (es. famiglia e scuola che sono le istituzioni in grado di mantenere in vita la libertà e la creatività del soggetto)

12) La lingua comune è la modernità-> modernità intesa come autodeterminazione del popolo: la libertà del popolo di scegliere, per esempio, la propria forma di governo.

13) Ritorno alla storia. Il modello di modernizzazione occidentale ha diviso la società in due poli: tutto il potere è in mano ad un èlite che ritiene inferiore tutte le categorie che, invece, il potere non lo detengono. Questo modello è stato così efficace da conquistare gran parte del mondo, ma allo stesso tempo, questo modello ha creato tensioni e conflitti sociali per l’opposizione delle due parti (èlite e non èlite)

14) Secondo Touraine, nell’ambito della globalizzazione, è importante vedere il sociale secondo un punto di vista diverso rispetto al modello occidentale. Bisogna guardare al sociale dal punto di vista dei diritti-> in una società globalizzata vi è il bisogno di garantire i diritti. Infatti, nel corso degli ultimi due secoli, tutte quelle categorie considerate inferiori (lavoratori, donne, colonizzati etc) hanno dato vita a movimenti sociali di liberazione che hanno in parte avuto successo. Questo successo da una parte ha attenuato le tensioni esistenti nel modello occidentale, ma ha attenuato anche il suo dinamismo.

15) Un nuovo dinamismo può nascere solo da un’azione che ricomponga ciò che il modello occidentale separato-> superare le differenze sociali. Le attrici principali di questa azione saranno le donne, perché a) la dominazione maschile ha fatto di loro una categoria inferiore e b) aldilà della lotta per la loro liberazione le donne vogliono ricomporre tutte esperienze individuali e collettive.

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