LBE di LBE
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- I napoletani sono tutti camorristi.
- I milanesi sono tutti polentoni.
- I siciliani sono tutti mafiosi.
Noi abbiamo molti pregiudizi e facciamo tanti stereotipi sugli stranieri.
Ma anche loro fanno stereotipi e hanno pregiudizi nei nostri confronti.
Per esempio noi siamo rappresentati come le 4 “M”:
- Mamma: all'estero ci definiscono mammoni perché restiamo a casa con i genitori molto più a lungo che negli altri paesi.
- Mafia: nel mondo ci definiscono mafiosi perché qui è nata la mafia ma non vuol dire che siamo tutti mafiosi.
- Mandolino: è uno strumento italiano e per questo ci rappresentano tutti che suoniamo il mandolino mangiando pasta e pizza.
- Maccheroni: solo perché la pasta è nata in Italia.

Altri pregiudizi sugli italiani

Cosa pensano di noi i giapponesi:
1. Non mantengono le promesse e non sono puntuali;
2. Non si fanno abbastanza docce/bagni e quindi emano cattivi odori;

3. Fanno dei favori a volte anche non richiesti per poi pretenderne altri in cambio;
4. Gli uffici (pubblici, banche, poste ecc,) sono molto lenti nel rilasciare certificati e documenti;
5. Nei negozi i commessi parlano lungamente al telefono con amici o altri clienti lasciando aspettare chi hanno davanti;
6. Non puliscono i “regali” dei loro animali fatti per strada o al parco;
7. Sono razzisti;
8. Buttano le sigarette e la spazzatura di qualunque tipo ovunque senza preoccuparsi di cercare un cestino;
9. Sono irrispettosi del codice della strada, maleducati alla guida e assurdi nei parcheggi ;
10. Inventano bugie e spesso cambiano la versione dei fatti modificando le bugie dette in precedenza.
Cosa pensa di noi italiani ciascun paese:
Berlino:
Se il tedesco visto dagli italiani ha calzoni corti color kaki, calzettoni di spugna bianchi a metà polpaccio e sandali, l’italiano visto dai tedeschi ha occhiali da sole extra large, uno o due telefonini in mano e una mise sempre impeccabile.
Sì, perché l’italiano deve sempre fare “bella figura”.
Siamo derisi, in particolare, per lo “stile Corso”, dal solito Corso Vittorio Emanuele (in ogni città ce n’è uno): l’abbigliamento studiato appositamente per passeggiare in centro. E anche per lo stile autunnale, da sfoggiare già a settembre, non importa quanti gradi ci siano.
Barcellona:
Siesta, corrida, sombrero, tequila… parole che all’italiano medio evocano la Spagna. A Barcellona, infatti, il turista nostrano fa sorridere (e ridere), essendo l’unico che si aggira fiero e rumoroso per le Ramblas con enormi sombreros messicani sulla testa, convinti di indossare un autentico copricapo spagnolo. Purtroppo sembra che non si tratti di una svista, ma di una convinzione radicata…
New York:
Se ti chiami Guido, cambia nome appena arrivi a New York. E’ così infatti che qui chiamano il tipico italo-americano che gesticola, parla a voce alta, porta collane d’oro, usa troppo gel e si comporta come un latin lover.
Eppure le americane trovano l’uomo italiano irresistibile: attraente, sexy, arrogante al punto giusto, elegante, amante della vita, generoso.
E con un altra grande qualità: non spiccica una parola d’inglese.

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