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Generazione Y


La generazione Y è quella successiva alla X e si colloca tra il 1980 e il 2000, ovvero sono tutti coloro che sono nati in questa fascia di età e sono definiti “Millenials”. I giovani di questa età sono spesso criticati, poiché sono sempre connessi alla rete e non riescono a immaginare la loro vita senza i loro smartphone. C’è chi li chiama dipendenti, tuttavia c’è chi come Simon Sinek li definisce sfortunati, come scrive nel suo discorso “Millenials in the workplace”.


La teoria di Simon Sinek sulla Generazione Y


Nel suo discorso, Sinek definisce i Millenials “coloro che pensano gli sia tutto dovuto, egoisti e pigri ” poiché influenzati da 4 fattori:
la cattiva influenza dei genitori che fanno pensare ai propri figli di poter fare quello che vogliono solo perché lo vogliono. Una volta entrati nel mondo del lavoro i giovani scoprono la nuda e cruda verità e la loro autostima va in frantumi;
i social che creano un’enorme differenza tra ciò che appare in Internet e ciò che avviene nella realtà; il che li rende impreparati in alcune situazioni descritte in maniera diverse dai social;
la dipendenza creata dai messaggi: Simon la paragona al fumo per i fumatori o all’alcool per gli alcolizzati per la presenza di dopamina, criticando inoltre l’assenza di limite di età per l’utilizzo dei social media e dei cellulari messi a confronto con fumo o alcool. Lasciando libero accesso a questi dispositivi che producono dopamina, troppi ragazzi invecchiando rimangono condizionati da ciò e non creano legami sociali.

tema svolto di italiano sull'uso del cellulare

Ciò implica che in momenti di stress non ci si affida ad un amico o ad un parente bensì ad un dispositivo;
il senso di impazienza, creato dalla gratificazione istantanea della rete, come ad esempio gli acquisti su Amazon o la visione di un film via streaming senza la necessità di uscire di casa e cercare ciò che si vuole. “Quello che deve imparare questa generazione” secondo Simon “è la pazienza, poiché per le cose che davvero contano come l’amore o la gratificazione sul lavoro ci vuole tempo e duro lavoro e durante il percorso spesso si cade ed è proprio in questo la difficoltà dei Millenials, la capacità di rialzarsi.”
i giovani spesso e volentieri si ritrovano in ambienti aziendali che non li aiutano a migliorare le proprie capacità di cooperazione e che non li aiutano a superare il bisogno immediato di gratificazione. Queste aziende dovrebbero far scoprire la gioia che si ottiene dopo un duro e lungo lavoro non dando la colpa ai giovani che sono solo, come definiti da Simon, sfortunati bensì mettendosi in gioco per migliorare il loro futuro.

A cura di Leonardo, con la supervisione testuale di Giorgia.

per approfondimenti, vedi anche:
Saggio breve sui nativi digitali
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