Concetti Chiave
- La globalizzazione è un concetto recente, emerso negli anni '80, che descrive processi economici, politici, culturali e comunicativi che unificano il mondo.
- Ovide Declory, attraverso la sua teoria dei centri di interesse, collega la globalizzazione all'apprendimento infantile, evidenziando l'importanza di un approccio globale nell'educazione.
- La storia della globalizzazione affonda le radici in tentativi di unificazione culturale, come quelli di Alessandro Magno, ma si è evoluta con le teorie di Marx ed Engels sul mercato globale.
- Marshall McLuhan definisce la società globalizzata come un "villaggio globale", dove la tecnologia permette una condivisione immediata di conoscenza e cultura.
- Anna Oliverio Ferraris sottolinea l'influenza dei mass media nella creazione di unificazione di massa, usando tecniche di persuasione e suggestione per influenzare il pensiero collettivo.
Quali sono le origini e la definizione della globalizzazione?
La parola globalizzazione è entrata solo di recente nel lessico delle scienze umane e nel nostro linguaggio quotidiano. Infatti essendo sconosciuto fino agli anni ’80 del Novecento i sociologi dal decennio successivo rilevarono che tale termine venne utilizzato all’interno di libri nel 1990, e più dell’85% dopo il 1995.
Tuttavia ancora oggi, principalmente a causa dell’indiscussa presenza e centralità del concetto del termine, non è del tutto chiara la definizione, in quanto spesso si tende a trattare di una pluralità di processi che tendono a crescere proporzionalmente con il fenomeno. Inoltre la difficoltà si accentua grazie anche alla soggettiva attribuzione di giudizi positivi ed oggettivi, e l’ampio contesto che occupa.
Perciò sulla base degli studi attuati all’Harvard University, il termine globalizzazione si definisce come l’insieme dei processi di varia natura appartenenti ai settori economico, politico, culturale e mezzi di comunicazione, che tendono ad accorciare le distanze ed a unificare il mondo attraverso la creazione di sistemi specializzati di portata mondiale come internet, imprese economiche e televisioni che agiscono superando gli ostacoli rappresentati dalle barriere nazionali, creando di fatto così una grande “società globale” a cui tutti apparteniamo.
Prospettive pedagogiche sulla globalizzazione
Mentre dal punto di vista pedagogico vediamo che questo concetto si connette fortemente con uno degli autori da poco affrontati, ovvero con la teoria dei centri di interesse studiata dal pedagogista belga Ovide Declory, poiché secondo egli l’esperienza infantile del mondo è definita globale. Infatti all’interno dell’opera “La funzione di globalizzazione e l’insegnamento” pubblicata nel 1929, definisce l’attività globalizzatrice come orientatrice dell’apprendimento spontaneo del bambino ed agevola l’apprendimento di tutte le discipline.
Quindi nonostante fosse necessario cogliere i contenuti nella loro globalità, il pedagogista sottolineò anche l’importanza di un metodo produttivo solo in virtù di conoscenze apprese attraverso i centri d’interesse.
Tali considerazioni furono poi elaborate nel corso del tempo sino a definire oggi la globalizzazione come modalità naturale di apprendimento che prevede il passaggio dal tutto alle parti, ed una progressiva differenziazione delle conoscenze.
Storia e sviluppo della globalizzazione
Però in realtà, nonostante gli effetti della globalizzazione si vedessero da circa 20 anni, i processi di riduzione delle distanze e di unificazione del mondo risalgono ad un tempo molto più arretrato. Infatti a tal proposito, si può iniziare a parlare di questo fenomeno a partire dal progetto di Alessandro Magno, poiché all’interno dell’ultimo egli tentò di unificare occidente ed oriente sotto uguali usanze (usi e costumi, tradizioni, ecc.); oppure anche la civiltà araba che nel nono e decimo secolo riuscì a fondere culture e convivenze tra popoli diversi (ovvero Spagna e Sicilia).
Tuttavia questi non corrispondono perfettamente al concetto attuale di globalizzazione, poiché quest’ultimo oggi comprende dimensioni molto più estese che si rifanno in maniera generale alle teorie del “Manifesto del partito comunista” del 1848 pubblicato da Marx ed Engels, poiché furono gli iniziatori delle discussioni riguardanti cambiamenti di tipo economico e sociale dell’epoca moderna, parlando quindi di interdipendenza, crisi di stati nazionali e mercato globale.
Tutto ciò quindi portò allo sviluppo dei diversi processi di globalizzazione come: 1. la fine della contrapposizione politica del mondo in due blocchi e più specificamente quello orientale ed occidentale,(2.) con la conseguente fine del clima di guerra fredda che per diversi anni aveva caratterizzato le due potenze, ed alla creazione verso la seconda metà del Novecento di una terza rivoluzione industriale che prevedesse la nascita di nuovi sistemi di produzione in diversi settori come l’automazione nelle fabbriche, e l’applicazione dell’informatica ai processi produttivi e ai servizi (trasporti e comunicazioni). Infatti a quest’ultima vediamo che fa riferimento il traffico internazionale di merci e le moderne tecnologie telefoniche che permettono di gestire contemporaneamente più di un milione di chiamate.
Influenza dei media nella globalizzazione
Sulla base di ciò, il sociologo canadese Marshall McLuhan definì la società globalizzata come villaggio globale poiché la tecnologia estendendo le possibilità di conoscenza, concentra tutti i luoghi e individui in un'unica dimensione spazio-temporale.
Ad approfondire il concetto di unificazione della massa vi è anche la psicologa e pedagogista italiana Anna Oliverio Ferraris, la quale considerò l’unificazione di massa come conseguenza dei processi di persuasione, suggestione e seduzione applicati dai mass media; poiché partendo dalla considerazione che gli individui abbiano per natura una propensione ad imitare, i mezzi di comunicazione su focalizzano su 3 tipologie di effetti: persuasione incosciente (come la pubblicità, poiché costringe il soggetto a scegliere un determinato prodotto in maniera inconsapevole), effetto mainstreaming (relazione passiva in grado di modificare il pensiero della massa), ed infine la metacomunicazione che consiste nell’attrarre messaggi superficiali utili ai fini del commercio.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di globalizzazione secondo gli studi di Harvard?
- Come si collega la globalizzazione alla pedagogia secondo Ovide Declory?
- Quali sono le origini storiche della globalizzazione?
- Quali sono i principali processi di globalizzazione emersi nel Novecento?
- Come influenzano i media la globalizzazione secondo Marshall McLuhan e Anna Oliverio Ferraris?
La globalizzazione è definita come l'insieme di processi economici, politici, culturali e comunicativi che accorciano le distanze e unificano il mondo, creando una "società globale" attraverso sistemi come internet e le imprese economiche.
Declory sostiene che l'esperienza infantile del mondo è globale e che l'attività globalizzatrice orienta l'apprendimento spontaneo del bambino, facilitando l'apprendimento di tutte le discipline.
Le origini della globalizzazione risalgono a progetti come quello di Alessandro Magno e alla civiltà araba, ma il concetto attuale si è sviluppato con le teorie di Marx ed Engels riguardanti l'interdipendenza e il mercato globale.
I processi includono la fine della contrapposizione politica tra blocchi, la fine della guerra fredda e la nascita di una terza rivoluzione industriale, caratterizzata dall'automazione e dall'informatica nei processi produttivi.
McLuhan definisce la società globalizzata come un "villaggio globale", mentre Ferraris evidenzia come i media utilizzino persuasione e suggestione per unificare la massa, influenzando il pensiero collettivo attraverso vari effetti comunicativi.