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Rinnovamento italiano del XVIII secolo a Milano

Quando le nuove idee illuministiche cominciano ad arrivare in Italia, esse incontrano un processo di rinnovamento in atto che ne favorisce la diffusione.
L’anticipatore dell’Illuminismo in Italia è Francesco Algarotti. Di origini veneziane, viaggiò molto, fu amico di Voltaire e molto legato a Federico di Prussia, a tal punto da considerarsi un vero cosmopolitica. Provava interesse per l’osservazione dei costumi dei popoli e soprattutto il gusto per la scrittura di saggi divulgativi su diversi argomenti, anche scientifici. Fra i suoi scritti più significativi dobbiamo ricordare Il newtonianismo per le dame, pubblicato nel 1937, con cui si pone l’obiettivo di spiegare alle damine del Settecento le teorie dello scienziato inglese.
I centri di diffusione della nuova cultura erano Milano e Napoli, due città da cui partivano i principi riformatori necessari per rinnovare la politica e l’economia
A Milano, troviamo Pietro Verri, socio dell’Accademia dei Pugni. Di carattere molto battagliero, fu uno studioso di economia, di politica, di morale e di estetica. Dal 1764 al 1766, dirette Il Caffè, un foglio che veniva pubblicato ogni dieci giorni con articoli di interesse pratico e molto vari. I redattori di tale giornale polemizzano contro i pregiudizi, proponevano schemi e programmi di riforma, criticavano la società nei suoi aspetti più retrogradi e sostenevano la necessità dell’emancipazione della donna.
Tra i collaboratori di Pietro Verri, troviamo il fratello Alessandro Verri, molto più battagliero di Pietro. Rimasto famoso è il suo scritto con cui dichiara che sapere non significa ricordare, cioè raccogliere notizie erudite, ma imparare ad usare la ragione. Passò l’ultima parte della sua vita scrivendo opere di stampo arcadico o di ispirazione sepolcrale, come la moda del tempo. Egli fu molto amico di Cesare Beccaria, l’autore del celebre Dei delitti e delle pene, pubblicato nel 1764. Con tale opera, il Beccaria contribuì al miglioramento dei sistemi giudiziari, all’abolizione della tortura e della pena di morte in Toscana, per opera del Granduca Leopoldo di Toscana. Le sue idee ebbero un’enorme successo e furono commentate perfino da Voltaire e da Diderot. Un altro esponente dell’Illuminismo italiano è Carlo Antonio Pilati, noto per aver combattuto gli aspetti più deteriori del costume religioso pur restando fervente cristiano.
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