Giorgjo di Giorgjo
VIP 1228 punti

Illuminismo

Nel periodo della fine del 600 si sviluppa l’illuminismo:questa corrente vuole lottare contro tutti i movimenti barbarici e nazionali, ovvero l’oscurantismo. Così si tenta di combattere l’ignoranza: anche negli altri paesi vengono impiegati processi simili ma con nomi diversi. Secondo gli illuministi, ogni aspetto della realtà deve essere esaminato attraverso la ragione. Kant comunica nella “Critica della ragion pura” (1781) che l’epoca attuale è quella della critica, e la ragione deve sottomettersi a questa: bisogna inoltre stare attenti poiché la religione vuole sottrarre all’uomo la definizione stessa di critica. Secondo Kant, l’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità, cioè l’incapacità di avvalersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Il regno dei lumi ottenuto tramite una lunga critica al passato, è un mondo nuovo e migliore, conforme al modello della ragione. Gli illuministi diffondono il cosmopolitismo: l’uomo razionale è cittadino del mondo, le barriere nazionali sono convenzioni artificiose superabili attraverso il filantropismo, l’amore per l’uomo. Gli illuministi rifiutano i dogmi e le religioni basate solo sulla fede: credono nel Deismo, che concepisce Dio come essere supremo regolatore del mondo. Non è inoltre presente un conflitto tra natura e ragione. Le radici culturali dell’illuminismo stanno in Copernico e Galilei, ed esso è portato avanti dalla borghesia emergente. E’ il periodo di un alto tasso di alfabetizzazione e del giornalismo, introdotto inizialmente da Defoe. Fu lui a creare un foglio periodico di annunci economici, notizie ed interventi di saggistica e sempre lui fondò nel 1703 il primo giornale “Review”, un documento attivo delle abilità umane. Lo “Spectator”, che nasce tra il 1711 e il 1714 è indispensabile per la colazione mattutina degli inglesi. In esso viene adottato uno schema particolare: è un insieme di dialoghi immaginari tra una serie di personaggi fissi. Tra questi, uno si impegna per diffondere il dialogo all’esterno, lo spectator.

Rispetto agli altri paesi, la Francia non aveva la libertà di stampa: per questa ragione il pubblico veniva raggiunto tramite i Phampleis, una sorta di giornale in cui i dati richiesti dalla legge erano finti per sfuggire alla chiesa. Al centro del sapere era posta la conoscenza scientifica e quella filosofica: è il periodo di nascita dell’enciclopedia, formata all’epoca da 17 volumi ed indispensabile per ogni famiglia nobile. Questa ebbe un successo ampio ed immediato, e consisteva in un apparato di tavole illustrative.
Milano ed in generale la Lombardia, intorno alla metà del settecento, erano diventate una sorta di avamposto per la ricezione di notizie e la diffusione di idee dell’Illuminismo francese. Soprattutto a partire dal 1761, quando il conte Pietro Verri fondò la Società dei Pugni, si venne a creare un centro di promozione e aggregazione culturale adatto alla diffusione dei Lumi. Nel 1764 nacque inoltre il “Caffè”, periodico che rappresentò la divulgazione del pensiero illuminista in Italia, ideato sul modello del “The Spectator”. Esso aveva lo scopo di stimolare i cittadini per affrontare i problemi attuali o più sentiti. Sul piano letterario, la rivista cercava di utilizzare un linguaggio sobrio che si avvalesse di una lingua d’uso quotidiano affinchè potesse essere adatto ad un più ampio pubblico possibile. Questo periodico ebbe però una brevissima vita, poiché molti dei suoi autori si distaccarono per ricoprire alcune cariche amministrative nel governo austriaco di Milano. Pietro Verri, in particolare, venne chiamato a ricoprire importanti incarichi pubblici e continuò il suo percorso di divulgatore dei principi illuministici in forma più privata. Il più critico dei suoi saggi, Osservazioni sulla tortura, riguardava gli orrori giudiziari e l’uso sadico dello strumento di tortura ai tempi degli “untori”: esso, a conferma dell’atteggiamento moderato con cui gli Illuministi milanesi si posero verso il governo austriaco, venne stampato solo nel 1804 pur essendo stato completato nel 1777. Una delle più famose opere del Caffè, composta da Cesare Beccaria, fu il saggio Dei delitti e delle pene, con cui si denunciava l’irrazionalità dei sistemi penitenziari e della pena di morte. L’opera nacque in seguito ad una stretta collaborazione con Verri: il rapporto tra i due si incrinò però quando Beccaria involse la sua carriera, dedicandosi totalmente al lavoro di funzionario statale.
Napoli nella prima metà del Settecento pur scontando delle condizioni di arretratezza sociale di gran parte dell’Italia, trovò riscatto nel nuovo ordine politico inaugurato dai Borbone e favorito dalle riforme in campo sociale ed economico. Questo processo subì però un’arresto con l’ascesa al trono di Ferdinando IV nel 1759:nonostante il fatto che fu un breve periodo, l’illuminismo napoletano elaborò idee originali in campo economico e giuridico. Emergono nel periodo del settecento personalità come Genovesi, che partito da interessi metafisici ed etici finisce per ricoprire ruoli prettamente economici; l’abate Galiani, la cui fama varcò anche i confini francesi con il trattato Della moneta; e Gaetano Filangieri, attivo sul fronte giuridico all’interno della città.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email