Concetti Chiave
- Il Rococò si sviluppa tra il 1690 e il 1748, segnando la fine dell'egemonia culturale della Chiesa e del gusto Barocco, con una crescita economica e demografica significativa.
- Nel Settecento, l'intellettuale diventa un'espressione della classe borghese in Inghilterra e Francia, mentre in Italia rimane legato a nobili ed ecclesiastici, con nuove figure come l'abate e l'erudito che emergono.
- L'Accademia dell'Arcadia, fondata nel 1690, unifica i letterati italiani e rappresenta due visioni contrapposte dell'intellettuale moderno: una ancorata alla cultura classica e l'altra al pensiero libertino.
- I cambiamenti culturali del Settecento includono il newtonianismo, l'importanza dell'esperienza attraverso il viaggio e la storia come realizzazione del progresso, rivalutando i moderni rispetto agli antichi.
- Lo stile Rococò si distingue per il buon gusto e la fantasia, diffondendosi inizialmente come arte aristocratica e successivamente tra l'alta borghesia, enfatizzando bellezza e fascino della vita.
Il contesto storico del Rococò
Il periodo del Rococò va dalla fondazione dell'Accademia dell’Arcadia (1690), alla pace di Aquisgrana o alla redazione della prima Enciclopedia (1748) (pubblicazione l’Esprit des lois- Montesquieu), che segna la nascita dell’Illuminismo. I principali caratteri del periodo sono la ripresa della crescita economica e demografica, la fine dell’egemonia culturale della Chiesa e del gusto Barocco. Si sviluppano due correnti di razionalismo: il primo, contro l’oscurantismo della Chiesa; il secondo caratterizzato da un atteggiamento di evasione e di restaurazione di un gusto elegante e classicistico, proprio su questo atteggiamento si basa il Rococò, che ama le forme curve, sinuose e aggraziate.
L'intellettuale e la società del Settecento
L’intellettuale comincia ad essere, in Inghilterra e in Francia, espressione della classe borghese, mentre in Italia riguarda ancora i nobili e gli ecclesiastici, tale situazione favorisce una ideologia della cultura subordinata alle potenze dominanti; fra gli ecclesiastici nasce una nuova figura: l’abate.
Altra figura nascente è quella dell’erudito, spesso direttore di biblioteca, filologo o studioso di storia. Esempi eccellenti furono Ludovico Antonio Muratori e Girolamo Tiraboschi che dettero vita al giornalismo erudito di riviste destinate ad un pubblico ristretto di intellettuali. In esse erano riportate notizie culturali, con particolare attenzione alle novità editoriali europee. I più importanti giornali eruditi italiani furono: il Giornale de’ letterati, Novelle letterarie; anche nel resto d’Europa sul modello del Journal des Savants, primo settimanale, poi mensile. Nel Settecento ogni città aveva i suoi avvisi e le sue gazzette; solo in Inghilterra si sviluppa un vero e proprio giornalismo politico, (in seguito all’abolizione della censura politica) di cui The Spectator ne fu l'emblema, seguirono la Francia e l’Olanda (Spectateur français e Nouvelles de la République). Gli intellettuali si incontrano anche in salotti e caffé e inizia a diffondersi, anche in Italia, una società segreta con finalità culturali e filantropiche: la massoneria (probabilmente proviene dalla corporazione medievale dei muratori). Ma la forma organizzativa tipica continua ad essere l’accademia.
L'Accademia dell'Arcadia e la cultura italiana
L’Accademia dell’Arcadia fu fondata a Roma nel 1690 da 14 letterati tra cui: Crescimbeni, Gravina e Zappi. Il nome deriva da un’antica regione della Grecia. Essa contribuì notevolmente all’unificazione dei letterati italiani dando loro una comune coscienza di ceto. Crescimbeni riuscì a prevalere su Gravina e aggiudicarsi il titolo di Custode generale. Entrambi erano l’incarnazione perfetta delle due figure contrapposte dell’intellettuale moderno: una (in Italia) legata alla conoscenza del latino e della cultura classica e l’altra che si ricollega al pensiero libertino e si esprime nella nuova lingua comune europea degli intellettuali: il francese. La Chiesa continua ad essere contraria all’unificazione del ceto intellettuale su un pensiero critico e democratico. E proprio per questo l’Italia tarderà in questa evoluzione.
Cambiamenti culturali nel Settecento
Nella prima metà del Settecento l’immaginario si modifica notevolmente, è possibile indicare tre cambiamenti principali:
* Il newtonianismo e la nuova centralità assunta dalla fisica: è possibile conoscere l’universo con un approccio più razionale e meccanicistico attraverso le leggi della fisica.
* L’importanza dell’esperienza e del viaggio: la fisica si basa sull’esperienza concreta e sull’osservazione diretta, che vengono, dunque, rivalutate. Si diffonde il viaggio con finalità didattiche o di piacere. Si scopre il concetto di ambiente e l’interesse per il diverso. Si diffonde il Romanzo d’avventura.
* La storia come realizzazione del progresso: è affermata la superiorità dei moderni sugli antichi; e nella gerarchia dei valori il giovane si sostituisce al vecchio.
Influenze e pensatori del Settecento
La cultura europea appare dominata dall’influenza dei pensatori inglesi e francesi (Newton e Locke). In campo politico le idee più innovative provengono da Montesquieu, che riesce a mettere in risalto quanto sia relativo ogni valore ideale, la sua opera più importante è L’Esprit des lois, per salvaguardare l’efficacia del potere e della libertà individuale occorre attuare una distinzione tra i poteri. Un’altra figura importante è Giannone che critica la Chiesa, e Vico.
Stile e diffusione del Rococò
Dal punto di vista stilistico emergono due nuovi concetti: quello del buon gusto e quello della fantasia; il primo implica la capacità di discernere attraverso la luce della ragione, contrapposto al cattivo gusto barocco, identificato con l’irrazionalismo; spetta a questo disciplinare la fantasia. Per Gravina la finzione, la fantasia e l’immaginazione sono dei modi per definire la poesia, che non considera inferiore alla filosofia e le attribuisce una spiccata capacità civile ed educativa.
Nella diffusione del Rococò è utile distinguere due momenti: uno dal 1690 al 1715 è un’arte tendenzialmente aristocratica lontana da quella barocca e subentra l’ inclinazione al dettaglio minuto, alla decorazione leggera; il periodo successivo, fino al 1748, vede la diffusione di queste idee nell’alta borghesia, non esprime più potenza e grandezza, ma la bellezza e il fascino della vita. In musica è il momento di Vivaldi e Johann Sebastian Bach.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche del periodo del Rococò?
- Come si evolve il ruolo dell'intellettuale nel Settecento?
- Qual è l'importanza dell'Accademia dell'Arcadia nella cultura italiana?
- Quali sono i principali cambiamenti culturali del Settecento?
- Come si manifesta lo stile Rococò e la sua diffusione?
Il Rococò si distingue per la ripresa della crescita economica e demografica, la fine dell'egemonia culturale della Chiesa e del gusto Barocco, e per l'emergere di correnti di razionalismo che favoriscono forme curve e aggraziate.
In Inghilterra e Francia, l'intellettuale diventa espressione della borghesia, mentre in Italia rimane legato a nobili ed ecclesiastici, con figure emergenti come l'abate e l'erudito, che contribuiscono al giornalismo erudito.
Fondata nel 1690, l'Accademia dell'Arcadia unifica i letterati italiani, promuovendo una coscienza comune e rappresentando un contrasto tra la cultura classica e il pensiero libertino.
I cambiamenti includono l'affermazione del newtonianismo, l'importanza dell'esperienza e del viaggio, e la concezione della storia come progresso, con una superiorità dei moderni sugli antichi.
Lo stile Rococò si caratterizza per il buon gusto e la fantasia, con una diffusione inizialmente aristocratica e successivamente tra l'alta borghesia, enfatizzando la bellezza e il fascino della vita, come evidenziato nella musica di Vivaldi e Bach.