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Parini – La vita, la personalità e la poetica

Giuseppe Parini nacque il 23 maggio 1729 a Bosisio in Brianza, in provincia di Como.
Le disagiate condizioni economiche della famiglia non assicurano al giovane un’educazione scolastica adeguata, così se ne prese cura una vecchia prozia, accogliendolo a 10 anni presso di sé a Milano. Sua zia morì nel 1741 e lasciò al nipote una piccola eredità, a patto però che gli si ordini sacerdote. Il suo esordio poetico fu nel 1752 con “Alcune poesie di Ripano Eupilino”, 94 testi di vario argomento e tono; lo pseudonimo contiene un anagramma del suo nome e insieme allude alla provenienza dell’autore.
Tra il 1752 e il 1754 il poeta fu accolto nell’Accademia dei Trasformati nel 1753. Conclusi gli studi e presi gli ordini nel 1754 fu accolto come precettore presso il Duca Serbelloni, però otto anni dopo fu licenziato perché prese le difese della figlia del maestro di musica che la duchessa Vittoria aveva schiaffeggiato. Parini ottenne presto un nuovo incarico presso il conte Imbonati come precettore del figlio Carlo, al quale scrisse l’ode “L’educazione”. Si schierò con gli intellettuali milanesi illuministi.
Il prestigio del poeta crebbe con la pubblicazione del “Mattino” e del “Mezzogiorno”, due poemetti dedicati a ritrarre i vizi della nobiltà parassita e corrotta. Nel 1768 Parini prese l’incarico di precettore in seguito alla morte del conte, e ottenne svariati incarichi pubblici. In questi anni Parini scrisse molti testi, tra essi per valore letterario spiccano le “Odi”, aventi forme tradizionali e classicistiche; una prima raccolta di Odi uscì nel 1791 e poi nel 1795 una seconda edizione.
Allo scoppio della rivoluzione francese Parini da una parte confidava nella possibilità di una realizzazione più piena e giusta dei principi sociali illuministici, dall’altra parte temeva gli eccessi del movimento rivoluzionario. Tuttavia accettò gli incarichi che i francesi gli offrirono quando occuparono Milano nel 1796. Il moderatismo del poeta e il suo desiderio di difendere l’autonomia della città dai francesi, ne decretarono il rapido allontanamento da ogni responsabilità politica; in questo periodo si concluse anche l’attività creativa del poeta che lasciò incompiute le due parti mancanti del “Giorno” (Il Vespro e La Notte). Nel 1795 scrisse l’ultima delle odi, “Alla Musa”.
Parini morì a Milano il 15 agosto del 1799.
Il principio della moderazione regola il difficile equilibrio dei diversi e contrastanti atteggiamenti ideologici e artistici pariniani; per esempio Parini criticava i vizi e inutilità dell’aristocrazia, ma allo stesso tempo lavorava per loro allo scopo di restituirgli una funzione di prestigio. Egli voleva trasformare i contenuti senza alterare le strutture letterarie e sociali vigenti.
Parini era un moderatore, denunciava le cose che non andavano e cercava di costruire qualcosa di positivo cambiandole.
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