Giuseppe Parini, è stato un poeta e abate italiano, fu uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo e dell' illuminismo in italia. Nasce il 23 maggio 1729 in provincia di Lecce in una famiglia di piccola borghesia. A causa delle condizioni economiche dovette limitare gli studi, ma una zia agiata offre il proprio aiuto a condizione che il ragazzo studiasse religione. Parini per guadagnarsi da vivere inizia a lavorare come insegnante;nel 1753 viene ammesso all'accademia dei Trasformati di Milano:istituzione che propone di collegare modelli poetici della tradizione con problemi contemporanei della città lombarda. Successivamente scrive il suo poema più celebre Il Giorno diviso in 4 parti (mattino, mezzogiorno e vespro e notte), oltre a quest'opera si dedica anche ad odi come La Caduta ma anche ad opere satiriche. Egli muore a Milano nell'agosto del 1799.

Poetica e pensiero

Il ruolo fondamentale di Parini consiste nella capacità di prendere posizioni culturali e differenti in una sintesi che vede protagonisti il classicismo e l'illuminismo.Uno dei tratti più importanti della poetica pariniana è la tendenza al realismo, che si caratterizza in maniera particolare nella MILANESITÀ, e con questo termine si intende un atteggiamento di impegno etico e civile che il poeta riconduce alle condizioni sociali e culturali di Milano. Anche se Parini scrive raramente in dialetto milanese, il suo impegno letterario è principalmente rivolto alla difesa della cultura e del modo di vivere a Milano

Pensiero

Il suo pensiero è vicino alle posizioni del riformismo illuminato di Maria Teresa d'Austria : dunque non sarebbe contrario all'aristocrazia in sé per sé ma a quella parte che ha perso di vista il proprio ruolo storico e sociale.

Il Giorno


Il poema parla della vita di un giovane aristocratico, che al mattino é occupato in attività infruttuose che lo stancano, mentre il contatto con la realtà è del tutto inesistente.

Il risveglio del Giovin Signore


Il risveglio del giovin signore, rientrato all'alba dopo una notte di divertimento viene paragonato alla vita dei plebei.
Il contadino invece al mattino esce, e va al campo con i buoi che gli camminano davanti,il fabbro riapre la sua office termina i lavori del giorno prima. Il giovin signore passa le sue giornate in feste e teatri e una volta tornato a casa trovava una tavola imbandita di cibi appetitosi e vini pregiati mentre il povero contadino in pasto misero.
Questo sta a significare che i plebei lavoravano duramente e avendo una vita poco dignitosa mentre i ricchi passavano le proprie giornate solo a divertirsi e a spendere il proprio denaro
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