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Parini - Il Mattino (vv. 962-984): Il bagno

Parafrasi

Ai giorni in cui ti fai radere, si aggiunge quello in cui fai un bagno completo di tutto il corpo, con spugne profumate, da solo od aiutato da altri, ti bagni il corpo, passando delicatamente sulla pelle. Quando sarai nel bagno, nudo come un uomo, ti sembrerà di essere un comune mortale [perché privo delle tue insegne di nobiltà]: allora, tu ti ricorderai le imprese e gli ozi [ozio in senso classico, il riposo dedito allo studio] dei tuoi illustri antenati che scesero fino a te attraverso tanti secoli mischiati al sangue nobile ed illustre, e vedrai volare lontano da te, rapito dal vento sulle ali della Gloria, il sospetto peregrino e fastidioso di essere anche tu un uomo come gli altri. E di lì a poco tornerai ad assumere il tuo solito aspetto di semidio, senza paragoni [uguale solo a se stesso]. Si racconta in modo analogo che ogni cinque giorni le Fate vedessero il loro corpo immortale ricoprirsi di orribili scaglie e, trasformato in serpente schifoso [feda], strisciare per terra spingendo con forza ed impeto con le spire arcate; ma l’alba del nuovo giorno le rivedeva ancor più belle a rendere felici gli amanti e sconvolgere a loro piacimento, con un semplice moto degli occhi la terra e il mare [l’intero universo].

Commento

Il passo è un evidente esempio di come l’autore sappia ricondurre, alle reali proporzioni, mettendone in risalto le deformazioni le attività, i comportamenti, [ma anche gli oggetti e gli animali] che sono collegati al Giovin Signore. Nel fare il bagno e vedendosi nudo, il giovane nobile si accorge di essere un uomo come tanti altri e non vuole accettare di essere un mortale come tanti altri. Allora, dalla dimensione reale scivola verso quella fittizia del ricordo delle imprese dei suoi illustri antenati, e la sua corporeità si sublima, non senza l’ironia del poeta (immagine delle Fate che si trasformano in serpente, per ritornare alla bellezza precedente). Parini ci vuol dire che i nobili si trovano nell’impossibilità di avere un rapporto naturale con la realtà quotidiana che li circonda e che pertanto rifiutano. Essi vivono nel loro mondo, nella loro immaginazione o nel ricordo delle illustri personaggi che li hanno preceduti da cui sono orgogliosi di discendere
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