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Carlo Goldoni: vita e carattere

Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707. Si laureò in legge ed esercitò la professione di avvocato,ma svogliatamente,perché la sua vera passione era il teatro. Così abbandonò la professione e si dedicò esclusivamente alla Riforma della Commedia. Lavorò nella compagnia teatrale di Girolamo Medabach e per essa scrisse alcune delle sue più belle commedie,come la "vedova scaltra" e "La locandiera",il suo capolavoro. Successivamente lavorò per il proprietario del teatro di Venezia,Francesco Vendramin,e in questo periodo compose altre celebri commedie come " I Rusteghi" e "le baruffe chiozzate". Nel 1762,amareggiato dalle critiche degli oppositori della riforma,lasciò Venezia e si recò a Parigi a dirigere la "Comédie italienne"che rappresentava le commedie dell'arte. Ma restò deluso perché questi attori non accettarono la sua riforma,ed egli dovette ridursi a scrivere per loro i soliti canovacci. Nel 1765 ebbe l`incarico di insegnare italiano alla primogenita di Luigi XV,ricevendo per compenso una pensione annua che gli consentì di vivere tranquillamente scrivendo i "Memoires",cioè le sue memorie. Ma nel 1789 scoppiò la Rivoluzione francese e nel 1792 furono abolite le pensioni di Corte e per Goldoni iniziarono le difficoltà. Morì l`anno successivo,nel 1794. Il giorno dopo la sua morte,i rivoluzionari decisero di restituirgli la pensione,che fu poi devoluta alla vedova. L`opera del Goldoni va inquadrata nel contesto dello spirito razionalistico illuminista,quando si sentì il bisogno non solo di riformare le antiquate strutture politiche,economiche e sociali,ma anche quei generi letterali che durante il 1600 avevano subito alterazioni tali da renderli irriconoscibili.


Goldoni aveva un carattere mite,bonario,sereno. Nonostante ciò,non fu mai attratto dal mondo dell`immaginazione:egli ritraeva sempre la realtà che lo circondava;di essa,tuttavia,non guardava con uguale interesse a tutti gli aspetti,ma solo a quelli lieti,gradevoli e divertenti. Per questo i critici lo hanno accusato di superficialità. Egli è estraneo al mondo dei grandi eroismi,delle grandi passioni e dei grandi ideali;preferisce descrivere il familiare mondo delle vicende quotidiane e della società borghese e popolare che gli sta intorno.

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