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Vittorio Alfieri, opere e personalità dell’autore

Tutte le opere dell’ Alfieri parlano direttamente dello scrittore per cui leggendo la Vita, i trattati politici, le Rime e le stesse tragedie si può costruire la sua personalità.
Fra le opere in prosa la Vita e quella fondamentale per capire la personalità ed il carattere dell’Alfieri. Il suo obiettivo non quello di descrivere gli avvenimenti a cui assiste, quanto piuttosto il modo con cui egli reagisce di fronte ad essi, cioè l’effetto che essi producono nel suo animo.
Nelle tragedie, composte tra il 16774 e il 1786, egli propone al lettore una riflessione sul rapporto fra potere e libertà e sul tema dell’affermazione della libertà dell’individuo sul potere tirannico. Spesso i protagonisti delle tragedie hanno una personalità simile a quella dello scrittore e sono più eroi che uomini. La tragedia più famosa è Saul, composta nel 1782. L’argomento è tratto dalla Bibbia e descrive le ultime ore del re Saul. Dopo la vittoria contro i Filistei, Dio ha scelto il vecchio re Saul come guida del popolo ebreo; egli prova, però, un forte conflitto interiore: da un lato continuare ad essere la guida del popolo ebreo lo renderebbe grande e famoso, dall’altro, Saul riconosce i propri limiti perché sa di essere troppo vecchio per assumere un compito così importante e,per questo motivo, il suo posto sta per essere preso dal giovane David. La figura del protagonista, nella prima rappresentazione, fu ricoperta dall’Alfieri stesso e questo ci dimostra come il conflitto interiore di Saul si ritrovi nello stesso scrittore.
Nell’ opera Della tirannide e Del Principe e delle lettere, Alfieri esprime il significato che egli attribuisce al termine “libertà”. Per lo scrittore, la libertà è lo strumento con il quale l’individuo può realizzare le proprie aspirazioni e affermare la propria personalità. Anche gli avvenimenti meno importanti della sua vita e ogni piccolo impedimento vengono visti in quest’ottica e ogni ostacolo viene superato con un grande sforzo di volontà. (come quando si dà allo studio dei classici italiani per liberarsi dall’influenza dei classici francesi).
Questo concetto di libertà, nella produzione letteraria dell’ Alfieri si ritrova nella grande lotta fra la volontà dell’individuo e gli ostacoli posti dalla realtà ed il generale letterario che presta meglio a questa lotta è la tragedia. I protagonisti delle tragedie dell’ Alfieri esprimono dei sentimenti nobili ed elevati e non sono mai uomini comuni. Provano delle grandi passione che a volte generano distruzione e la loro personalità è grande straordinaria a tal punto da poterli comparare a dei titani (nella tradizione, il titano è colui che è in possesso di una forza eccezionale, di un grande ingegno e che per questo si eleva ben al di sopra dei comuni mortali).
Nella sua vita, praticamente l’ Alfieri ha sempre realizzato i suoi desideri e le sue passioni, tuttavia si rende conto che gli ostacoli sono sempre presenti. Gli ostacoli sono rappresentati dalla realtà politica e sociale del tempo che spesso schiacciano la libertà individuale. Da questa consapevolezza nasce un forte pessimismo che rende lo scrittore molto inquieto e che lo porta rifiutare il presente. I protagonisti delle sue tragedie sono quindi personaggi straordinari che sono isolati, in piena solitudine, in un mondo che non li capisce, non lo accetta e a volte, lo rifiuta. Il protagonista (come l’Alfieri nella propria vita) lotta contro il destino che gli è contrario, ma nonostante il suo coraggio e la sua forza, egli non ne esce mai
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