Totoministri: Azzolina, Boschi, Ascani o un nome a sorpresa. Nelle mani di chi andrà la scuola?

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Con la crisi di Governo attuale, il futuro degli attuali Ministri è assai incerto. Anche nel caso di un Conte-ter, infatti, non è detto che i titolari dei dicasteri saranno riconfermati. Diverse, al momento, le indiscrezioni e le ipotesi che circolano sul futuro Ministro dell'Istruzione. C'è chi scommette sull'uscita di scena della ministra Azzolina, che verrebbe quindi sostituita.
E chi, al contrario, prevede un cambio della guardia a Viale Trastevere. Qualora andasse a finire coì, i nomi attualmente in cima alla lista sembrano essere quelli dell'attuale viceministra Anna Ascani, rappresentante del Partito Democratico, e di Maria Elena Boschi, di Italia Viva. Per scoprire chi sarà il futuro ministro dell'Istruzione non resta che attendere la risoluzione della crisi di Governo, nel frattempo conosciamo meglio i tre nomi più accreditati.

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La ministra Azzolina al termine di questa crisi di Governo potrebbe non occupare più il suo ruolo. Infatti il suo nome potrebbe non essere tra quelli visti più di buon occhio da una nuova possibile maggioranza, soprattutto se dovesse tornare a far parte della coalizione anche Italia Viva. Quindi, nel caso in cui non si dovesse riconfermare Lucia Azzolina alla guida del dicastero di Viale Trastevere, quali sono gli altri nomi papabili? Una delle favorite, come detto, è Anna Ascani, attuale viceministra. Con Ascani si potrebbe ripetere, quindi, ciò che accadde con Fioramonti quando si dimise: far succedere al ministro in carica il suo vice in carica. Se, invece, Italia Viva dovesse tornare al governo un nome caldo delle ultime ore sarebbe quello di Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera proprio di Italia Viva. Ovviamente è possibile che la carica non vada a nessuna delle tre donne citate finora: infatti le trattative sono tutt’altro che concluse. Ma scopriamo qualcosa su di loro.

Lucia Azzolina: chi è la ministra dell’Istruzione uscente?

Andiamo ora nel merito del totonomi iniziando proprio dalla ministra uscente: Lucia Azzolina. Classe ‘82, laureata in filosofia all’Università degli Studi di Catania, successivamente ha conseguito anche la magistrale in storia della filosofia per poi frequentare la Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS) per l'abilitazione all'insegnamento della storia e della filosofia. A partire dal 2008 ha iniziato a insegnare nei licei di La Spezia e Sarzana, in Liguria, e ha successivamente conseguito anche la specializzazione all'insegnamento del sostegno all'Università di Pisa. Si è iscritta poi alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Pavia, dove si è laureata nel dicembre del 2013, continuando parallelamente anche a insegnare nelle scuole superiori. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha deciso di svolgere la pratica forense occupandosi di diritto scolastico. Nel gennaio 2014 ha avuto il primo incarico di ruolo all'istituto di istruzione superiore "Quintino Sella" di Biella e da lì ha iniziato a militare all'interno del sindacato Associazione nazionale insegnanti e formatori (ANIEF). Ha poi rassegnato le dimissioni dal sindacato per tornare a insegnare nel 2017 al "Quintino Sella" di Biella, entrando quindi nello staff della dirigenza scolastica. Il suo impegno politico, tuttavia, non si è spento dopo l’esperienza sindacale, perché è in quel periodo che si iscrive al Movimento 5 Stelle. Alle elezioni politiche del 2018 è stata candidata nelle liste del Movimento per la Camera dei deputati nel collegio plurinominale del Piemonte, non venendo inizialmente eletta. Ma il 20 marzo 2018 la Corte suprema di cassazione, visto il numero di candidati pentastellati in Campania e Sicilia, inferiore rispetto ai seggi assegnati, ha assegnato un seggio vacante nella circoscrizione Campania 1 proprio ad Azzolina. Il suo ingresso al Ministero dell’Istruzione è poi avvenuto il 13 settembre 2019, quando è stata nominata Sottosegretario di Stato al Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca nel governo Conte II, diventando poi Ministra in seguito alle dimissione del Ministro precedente, Fioramonti, alla fine del 2019.

Anna Ascani: la viceministra dell’Istruzione

Parliamo ora di Anna Ascani, classe ‘87, laureata in filosofia presso l'Università degli Studi di Perugia nel 2009 e successivamente specializzata a Trento nel 2012. Il suo ingresso in politica avviene fin da giovanissima: quando aveva appena 18 anni fu infatti candidata al Consiglio Comunale di Città di Castello, con la lista civica "Centro Democratico", che che ottenne il 5% dei consensi. Successivamente, nel 2009, è stata eletta nell'Assemblea Regionale del PD e, nei primi mesi del 2010, entra a far parte della segreteria di Bersani. Dal 5 febbraio 2011 viene eletta portavoce regionale delle democratiche umbre. L’anno successivo, alle primarie del Partito Democratico del 2012, raccoglie sufficienti voti per essere candidata alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 2013 nella circoscrizione Umbria, risultando poi eletta. Facendo un passo in avanti, a luglio 2017 viene nominata responsabile del Dipartimento Cultura del PD nella 2º segreteria "unitaria" di Renzi e, l’anno dopo, alle elezioni politiche del 2018 è candidata alla Camera dei Deputati come capolista in Umbria per il Partito Democratico, venendo eletta deputata. L’anno successivo, il 17 marzo 2019, viene scelta come vicepresidente del Partito Democratico. Entra nello stesso anno a far parte del Ministero dell’Istruzione, quando viene nominata viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Conte II, con delega all’edilizia scolastica; il 10 gennaio 2020 viene nominata anche sottosegretario di Stato per l'Istruzione.


Maria Elena Boschi: l’identikit della deputata di Italia Viva

Infine andiamo a scoprire qualcosa in più su Maria Elena Boschi, classe ‘81. Si è laureata con votazione 110/110 e lode in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Firenze e ha poi conseguito un master in Diritto societario. Ha esercitato la professione di avvocato civilista, specializzata in diritto societario e dell'impresa, diritto delle società quotate e diritto bancario; ha fatto parte della commissione esaminatrice di diritto civile della Scuola di specializzazione per le professioni legali di Firenze ed è stata stata membro del consiglio d'amministrazione di Publiacqua, società partecipata incaricata della gestione idrica per tutta la provincia di Firenze. Fino all'inizio della sua carriera politica. Esordisce nel 2008, alle primarie del centro-sinistra per scegliere il candidato sindaco di Firenze alle elezioni amministrative del 2009, dove è portavoce dei comitati a sostegno della candidatura a sindaco di Michele Ventura, diventando anche membro della direzione cittadina del Partito Democratico di Firenze. Dopo la vittoria di Renzi alle primarie, tra i due nasce un sodalizio politico sempre più solido. Ed è proprio il lavoro con il senatore Renzi a condurla a febbraio 2014 a diventare Ministra per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del programma (appunto, nel governo Renzi). Carica a cui si aggiungono, il 10 maggio 2016, le deleghe in materia di Pari Opportunità. Successivamente, il 12 dicembre 2016 diventa Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di segretario del Consiglio dei Ministri (governo Gentiloni), diventando la prima donna ad aver mai ricoperto l'incarico. Alle elezioni successive del 4 marzo 2018 viene eletta nelle file del PD al collegio maggioritario di Bolzano, resta in carica come sottosegretaria per il disbrigo degli affari correnti fino al 1º giugno 2018. Quindi, il 17 settembre 2019 Boschi decide di lasciare il PD e aderire a Italia Viva, partito centrista fondato da Renzi, di cui diventa capogruppo alla Camera dei deputati. E proprio in quanto capogruppo di Italia Viva alla Camera potrebbe essere uno dei nomi più forti in lizza al Ministero dell’Istruzione, sempre che Italia Viva torni all’interno della maggioranza.
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2 marzo 2021 ore 15:30

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