Studentessa in coma etilico: alcol a scuola, non è un caso isolato

Marcello G.
Di Marcello G.

Si è sentita male in pieno giorno e si è accasciata davanti ai propri amici. La causa dello svenimento? L’abuso di alcol. Dopo l’iniziale allarme e il ricovero in codice rosso in ospedale le sue condizioni, ora, sembrano migliorare. Ma la paura è stata tanta. Una notizia come molte, di cui le cronache sono piene. Ma se aggiungiamo altri due particolari la vicenda accaduta ieri assume tutto un altro aspetto: il primo è che la ragazza in questione ha solo 15 anni; il secondo è che, mentre perdeva conoscenza, si trovava dentro scuola, durante l’orario di lezione. Al Liceo Russell di Roma - dove è avvenuto l’episodio – non era però una giornata come tante. Era, infatti, in corso la cosiddetta settimana di ‘didattica alternativa’, quella in cui gli studenti sono autorizzati dagli istituti a svolgere corsi di recupero e lezioni gestite direttamente dagli alunni (d’accordo con i professori). Un’occasione che però, a quanto sembra, ha trasformato una normale mattinata di cogestione in una tragedia, per fortuna solo sfiorata.

Cogestione subito interrotta. La preside chiama gli ispettori

Ovviamente sono subito scattate le indagini della Polizia e degli Uffici scolastici regionali, per chiarire i motivi che hanno portato al malore della studentessa, individuare eventuali responsabilità, e scoprire chi ha introdotto le bottiglie dentro scuola. Così come è stata immediatamente sospesa la cogestione ed è stata ripresa la didattica di tutti i giorni: «Non ci sono i presupposti per continuare», dice la preside Anna Maria Aglirà. Ma la gravità del fatto resta ed è destinata a lasciare dietro di sé più di uno strascico. Anche perché il rischio che episodi del genere si verifichino in tante altre scuole d’Italia è concreto. Almeno stando a quanto recentemente hanno raccontato i circa 10mila studenti interpellati da Skuola.net, dopo che un’altra vicenda – quella del party notturno al Liceo Virgilio al termine dell’occupazione di novembre – aveva sollevato dubbi sull’opportunità di dare le ‘chiavi di scuola’ agli alunni, di giorno e soprattutto di notte.

Alcol e droga protagonisti delle occupazioni. Anche le autogestioni sono a rischio?

Durante le occupazioni – ma, a questo punto, anche delle autogestioni e delle cogestioni – aule e corridoi di molti istituti diventano ‘terra di nessuno’. Si abbassa il livello del controllo e gli studenti si sentono liberi di usare l’edificio come un locale privato. E il risultato è che, praticamente nella metà dei casi, dalle porte delle scuole entra un po’ di tutto: persone, alcol, droga. I ragazzi che hanno partecipato alle occupazioni, ad esempio, ammettono che in 1 caso su 2 (48%) sono circolati alcolici e sostanze stupefacenti. Mentre il 57% degli intervistati dice che sono state organizzate anche feste o concerti (ovviamente non autorizzati): nel 38% dei casi solo per gli studenti della scuola, nel 19% aperti anche agli esterni; spesso e volentieri con ingresso a pagamento. Perché il 60% degli ‘occupanti’ sottolinea come fosse permesso l’accesso alla scuola anche a persone esterne.

Troppo spesso si perde il controllo della situazione

Ma i pericoli non sono solo per le persone. A volte ci vanno di mezzo anche le strutture: il 34% dei ragazzi ha infatti riportato episodi di furti, il 48% di atti vandalici e di danni. (37% lievi, 11% gravi). E, nonostante ‘solo’ il 16% esplicitamente aderisce all’occupazione (il 20% nel caso di autogestione) solo per divertirsi, è molto probabile che all’atto pratico anche gli altri si lascino trascinare nel vortice del divertimento sfrenato.


Marcello Gelardini


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