Scrutini scuola secondaria: guida pratica e criteri adottati dal Consiglio di classe

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Scrutini scuola superiore

Tra interrogazioni e compiti in classe dell’ultimo momento per riuscire a totalizzare il giusto numero di voti, la fine della prima parte dell’anno è ormai giunta mentre gli studenti cominciano ad attendere con trepidazione la pagella di metà anno.
Nei prossimi giorni infatti tutti i Consigli di classe si riuniranno nelle scuole per decidere le prime valutazioni di milioni di studenti in tutta Italia.

Lo scopo e l’utilità degli scrutini infatti, come sancito dall’ordinamento scolastico, sono quelli di fornire una “valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti”. Ogni Consiglio inoltre, deve essere “presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.
Ma come funzionano questi primi scrutini e in cosa si differenziano da quelli di fine anno?

Scrutini scuola secondaria I quadrimestre

Gli scrutini intermedi di fine gennaio chiudono la prima parte dell'anno e tracciano un quadro iniziale generale delle conoscenze acquisite da ciascuno studente nel periodo considerato.
Come stabilisce l’ordinanza ministeriale n.92, il voto proposto da ogni singolo docente è ovviamente condizionato non solo dagli esiti di un congruo numero di prove scritte e orali ma anche da una “valutazione complessiva dell’impegno, interesse e partecipazione dimostrati nell’intero percorso formativo”.
Ciascun docente quindi in sede di scrutinio propone un voto accompagnandolo da una motivazione che ne giustifichi la sostanza numerica, rispondendo ad un principio di trasparenza (crociando ad esempio i livelli di conoscenza, comprensione, applicazione, analisi e sintesi del proprio alunno); a questo punto, poiché il voto è collegiale, il consiglio decide se approvarlo o modificarlo.
Nella pagella del primo quadrimestre, il voto deve essere espresso in decimi mediante un numero intero (non è dunque possibile inserire mezzi voti, o segni aggiuntivi come + o – accanto al numero). I voti nelle materie che presentano prove scritte e orali, inoltre, sono disgiunti, ovvero divisi in una valutazione scritta e una orale, l’una indipendente dall’altra.
In caso di voti inferiori alla sufficienza, il docente è tenuto anche ad indicare la modalità di recupero ritenuta più adatta ed efficiente per sanare le lacune degli studenti (corso di recupero, verifiche in itinere, e altri).

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Scrutini scuola secondaria II quadrimestre

L’anno scolastico si chiude con il secondo scrutinio che ovviamente ha un peso molto maggiore rispetto al primo in quanto decide le sorti degli studenti. I voti conclusivi infatti non stabiliscono solo le promozioni e le bocciature ma attraverso di essi, nel triennio, si definiscono anche i crediti che, alla fine del ciclo di studi, influiranno sul punteggio finale del diploma di maturità.
La già citata ordinanza ministeriale n.92 stabilisce che nello scrutinio finale “la proposta di voto tiene altresì conto delle valutazioni espresse in sede di scrutinio intermedio nonché dell’esito delle verifiche relative ad eventuali iniziative di sostegno e ad interventi di recupero precedentemente effettuati”.
Ancora una volta dunque, il voto, espresso sempre in decimi con numero intero, rappresenta l’insieme di molteplici fattori, frutto dunque non solo della mera media matematica. Diversamente dalla pagella però, le valutazioni non sono più diversificate tra scritto e orale ma si uniscono formando un’unica media.
Per tutte le valutazioni inferiori alla sufficienza, ancora una volta il giudizio è collegiale, per questo, in caso di piena promozione (all’anno successivo o all’Esame di Stato), l’insufficienza viene automaticamente elevate al sei. Allo stesso modo, se il parere collegiale propende per una bocciatura o per una sospensione del giudizio (il debito da sanare a settembre), l’insufficienza rimarrà tale.
Per decretare l’esito finale inoltre, il Consiglio da una parte dovrà tenere conto anche delle ore di assenza che in totale non devono superare il 25% di quelle complessive e dall’altra, del voto di condotta, anch’esso deciso in maniera collegiale.

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