#Adottaunostudente: l’iniziativa di solidarietà digitale ai tempi del Coronavirus

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Di manliogrossi
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Fonte Istituto Puecher Olivetti di Rho

Centinaia di like e condivisioni su Facebook, ma anche numerosi commenti e messaggi in privato di apprezzamento. A collezionare questo successo social non è lo scatto del solito influencer osannato dai ragazzi ma il post del Dott. Emanuele Contu, Dirigente scolastico a capo dell’Istituto Puecher Olivetti di Rho.
A scatenare l’interazione social è stata semplicemente l’iniziativa, con tanto di hashtag, lanciata dal Preside: #adottaunostudente. E no, non si tratta di ragazzi bisognosi di una famiglia, bensì di studenti che nell’era della didattica a distanza sono alla ricerca di vicini di casa pronti a condividere con loro il wi-fi in caso di necessità.

Come nasce l’iniziativa #adottaunostudente

Da settimane ormai, e così sarà fino a quando non si ritornerà in classe, sempre se ciò avverrà, gli studenti sono impegnati con la ormai nota didattica a distanza. Per poter seguire lezioni online, però, i ragazzi hanno bisogno di dispositivi e ovviamente della rete. E se ai primi hanno spesso pensato le scuole, per la connessione potranno arrivare in soccorso i vicini di casa. Sì perché il Dott. Contu attraverso il suo post, diventato presto virale, vorrebbe proprio che ognuno di noi aprisse agli studenti presenti nel proprio palazzo il wi-fi in modo da permettere loro di partecipare alle lezioni online. Ma come è nata l’idea di questa proposta? “Un paio di studenti – ha riferito il preside - mi hanno raccontato che stavano riuscendo a seguire la didattica a distanza grazie al fatto che i vicini di casa avevano condiviso con loro la rete domestica. Ho quindi cercato di amplificare qualcosa che stava già succedendo e fare in modo che altre persone potessero dare una mano allo studente dirimpettaio attraverso questo semplice gesto di condivisione”.

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Il successo dell’iniziativa #adottaunostudente

Come già detto l’iniziativa ha da subito riscosso molto successo, non solo sui social. “Tante scuole, ma anche singoli – ha raccontato il Dott. Contu - hanno fatto propria l’idea e la stanno rilanciando”. Ma non solo studenti, a beneficiarne sono anche giovani lavoratori. “Una ragazza mi ha scritto – prosegue il preside – che è in smart working, sta riuscendo a lavorare grazie alla generosità dei suoi vicini di casa che hanno condiviso con lei le rete internet”. Esempi questi di solidarietà digitale ai tempi del Coronavirus che, nonostante ci impone di stare lontani, non può certo toglierci la possibilità di sentirci vicini attraverso gesti come quello proposto dal Preside Contu.Secondo me questa cosa di essere forzatamente separati, distanti fa venire in mente altri modi per essere vicini; #adottaunostudente è proprio una forma di vicinanza attiva anche se non ci si può materialmente incontrare”. E chi, leggendo dell’iniziativa #adottaunostudente ha storto il naso perché teme rischi di sicurezza informatica, deve star tranquillo: l’invito non è ad aprire in modo indiscriminato la propria rete, ma solo ad uno o più studenti presenti nel proprio palazzo.


I risvolti positivi della didattica a distanza

Ma di questa iniziativa saranno contenti proprio tutti gli studenti, anche i più svogliati? Alla domanda il Dott. Contu risponde con una certa sicurezza “Devo dire che in generale con la didattica a distanza abbiamo notato che molti studenti, che magari a scuola fanno fatica a seguire, proprio in questo frangente hanno scoperto quanto anche per loro è importante la quotidianità scolastica”. Questi giorni di quarantena e didattica a distanza possono davvero servire ai ragazzi per comprendere l’importanza che la scuola ha nelle loro vite. “In molti stanno scoprendo che senza la scuola non si sta bene e questo non potrà che avere qualche piccola ricaduta positiva anche quando rientreremo in classe” spera fiducioso il Dott. Contu.

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