Presidi in rivolta: criterio di valutazione "bizzarro"

Valutazione presidi

“Sono sconcertato da queste bizzarrie come la grammatica valenziale”. Così Mario Rusconi, Vicepresidente Anp (Associazione Nazionale Presidi) dopo aver letto un articolo pubblicato questa mattina sul ‘Corriere della Sera’ che affronta il tema della valutazione dei presidi. Lo scorso 28 giugno infatti il Ministro Giannini ha firmato una direttiva per la valutazione dei dirigenti. Fin qui, nessun problema, lo stesso Rusconi ha infatti dichiarato che: “Da anni chiediamo valutazioni su criteri seri”. Ecco proprio sui criteri scelti è montata la rabbia da parte dell’Anp. Il Responsabile della valutazione del sistema di istruzione Damiano Previtali spiega che è stato scelto quello della grammatica valenziale. Definito appunto ‘bizzarro’ da Rusconi.

Guarda l'intervista della Giannini

COS’È LA GRAMMATICA VALENZIALE – È un modello di descrizione della frase che permette di studiare la grammatica partendo dal lessico. Secondo la grammatica valenziale al centro della frase c’è il verbo e ad esso sono attaccati gli argomenti, ovvero gli elementi necessari per completare il significato del verbo stesso. La proprietà che ha il verbo di aggregare gli elementi viene chiamata valenza. Questo concetto permette di valutar chiarezza e la coerenza dei testi. Quindi anche le relazioni richieste ai presidi, come quelle redatte per l’anno scolastico appena concluso. Secondo il criterio della grammatica valenziale il 5% delle relazioni sono da bocciatura (oltre 350 presidi).

LA REAZIONE DELL’ANPMario Rusconi, presidente dell’associazione si dice favorevole al concetto di valutazione dei presidi introdotto dalla Riforma della Buona Scuola, ma considera “non auspicabili questo tipi di criteri” riferendosi alla grammatica valenziale. L’associazione presidi italiani, infatti, da anni chiede che venga introdotto un sistema di valutazione per i dirigenti scolastici “basata però su criteri seri”, conclude Rusconi. Lo stesso Vicepresidente nel leggere la notizia questa mattina ha trovato la cosa “un pretesto dato ai giornali per parlare in modo ridicolo dei presidi”.

Manlio Grossi

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