Maturità, Bonus cultura, vaccini: come cambia la scuola con il Milleproroghe

Marcello G.
Di Marcello G.

Un inizio di anno scolastico così ricco di incognite non lo si ricordava da tempo. Complice il cambio di governo agli inizi di giugno, molte delle certezze con cui erano andati in vacanza studenti e professori non sono più tali. Il nuovo esecutivo sembra intenzionato a mettere mano ad alcuni pilastri della ‘Buona scuola’ - esami di maturità su tutti - ma anche ad altre iniziative che investono in qualche modo i ragazzi e le famiglie. Un processo in partenza proprio in questi giorni. La conversione in legge del decreto Milleproroghe – uno dei primi atti ufficiali del nuovo esecutivo - è stata così l’occasione per cominciare a disegnare la scuola e l’istruzione ‘giallo-verde’. Un appuntamento che, guarda caso, è coinciso con la ripresa dell’attività didattica. Con tutti gli interrogativi del caso. Ecco, dunque, come inciderà il Milleproroghe sul mondo dell’istruzione in base all’analisi fatta da Skuola.net.

Esami di maturità

Quella del 2019 doveva essere la maturità del cambiamento. Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori già erano pronti a fare da ‘cavia’ testando una formula totalmente rinnovata. Invece no: le novità più sostanziose vengono rimandate. L’unica cosa che resta, rispetto alla revisione della Buona Scuola, è la struttura delle prove e dei punteggi: solo due scritti (senza terza prova) più l’orale e maggior peso dato al rendimento dell’ultimo triennio (fino a 40 crediti). Il resto slitta perlomeno di dodici mesi, al giugno 2020. Ma è ancora tutto da vedere.

Alternanza scuola lavoro

Eccolo il nodo centrale. Come gestire l’alternanza scuola lavoro? Visto che la nuova Maturità prevedeva, tra i requisiti per l’accesso all’esame, di aver completato le ore previste dai diversi indirizzi (200 ore ai licei, 400 agli istituti tecnici e professionali)? Con la relazione sul tirocinio svolto richiesto all’orale di maturità? I dubbi sulla bontà dell’alternanza (così com’è ora) Bussetti li ha manifestati sin dal primo giorno a Viale Trastevere. Il Milleproroghe, per il momento, ne ha rinviato l’obbligatorietà per l’ammissione alla Maturità. In attesa, però, di un provvedimento ad hoc che probabilmente dimezzerà il monte ore.

Test Invalsi

Altra novità della maturità 2019 messa in stand by dal governo Lega-M5S. Anche i test Invalsi, temuti da tutti gli studenti (per la formula del questionario e per le modalità di correzione), erano stati inseriti dal precedente esecutivo tra i criteri di ammissione all’esame: per sostenere le prove finali era obbligatorio averli svolti (non necessariamente averli superati). Ma il ‘nuovo’ Miur vuole studiare meglio la struttura e la collocazione delle prove. Così, con le modifiche apportate dal Milleproproghe, è confermato l’appuntamento a marzo, senza però nessun impatto sull’Esame di Stato (ma solo sul curriculum dello studente).


Graduatorie ad esaurimento

Ma nel decreto (ormai legge) c’è spazio anche per i docenti. Eliminata la norma, inserita nel testo approvato dal Senato, che riapriva le Graduatorie ad esaurimento (GAE) per quanti avevano conseguito l’abilitazione entro l’anno scolastico 2017/2018. Una possibilità che veniva estesa pure ai docenti in possesso del diploma magistrale e d’insegnamento tecnico-professionale conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Il governo, però, ha fatto marcia indietro. Per i diplomati magistrali, resta quanto previsto dal “decreto dignità”, con il mantenimento della nomina in servizio fino al termine del corrente anno scolastico, in attesa di un concorso riservato. Prorogati anche i termini - fino al 31 dicembre 2018 - per l’utilizzo delle disponibilità della ‘Carta del docente’ relative all’anno scolastico 2016/2017.

Vaccini

La questione vaccini è il capitolo del Milleproroghe su cui si è concentrata di più l’opinione pubblica. Dopo un lungo tira e molla è stato deciso di estendere il regime transitorio previsto per l’anno scolastico 2017/2018 anche al 2018/2019. Per essere ammessi a scuola, dunque, basterà un’autocertificazione da parte dei genitori delle avvenute vaccinazioni; da integrare entro il 10 marzo 2019 con la documentazione comprovante quanto affermato a settembre. Anche se si tratta di bambini che devono frequentare la scuola dell’infanzia. Solo dopo questa data, in caso d’inadempienza, potranno essere comminate delle sanzioni. Accantonato, dunque, il cosiddetto ‘obbligo flessibile’ – a seconda della presenza o meno dell’anagrafe vaccinale nella regione d’appartenenza - inizialmente previsto da un emendamento al testo del decreto.

Edilizia scolastica

Il ministero dell’Istruzione, per quanto riguarda l’edilizia scolastica e la prevenzione dei rischi sismici, è al lavoro per rendere più snelle le procedure per l’accesso al Fondo nazionale. Secondo il ministro Bussetti sarebbero pronti sul tavolo 7 miliardi di euro da destinare alla messa in sicurezza degli edifici. Ma le lungaggini burocratiche starebbero rallentando l’iter di assegnazione. Anche per questo motivo, nel decreto Milleproroghe, i termini per effettuare le analisi di vulnerabilità sismica degli edifici e decidere lo stanziamento dei fondi sono stati spostati al 31 dicembre 2018.

Bonus cultura

Infine una notizia attesissima da migliaia di ragazzi. Finalmente è confermato che il ‘bonus cultura’ ci sarà anche per i nati nel 2000 (che compiono 18 anni proprio nel corso del 2018). Un percorso travagliato quello del bonus di quest’anno: il nuovo ministro dei Beni culturali, Bonisoli, sulle prime voleva addirittura abolirlo o perlomeno modificarne le regole; poi si è passati all’esatto opposto, con l’idea di renderlo stabile nel tempo. Nel frattempo i neo-maggiorenni avevano perso le tracce del bonus. Ora hanno la certezza che anche loro potranno usufruire dei 500€ da spendere in prodotti culturali.
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21 novembre 2018 ore 15:00

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