Sciopero scuola 23 ottobre: lezioni a rischio

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
primo giorno di scuola

A un mese dall’inizio della scuola, tra difficoltà legate alla pandemia da Covid-19, è arrivato in queste ore anche una comunicazione ufficiale dall’Ufficio di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione. Questa nota, pubblicata lo scorso 9 ottobre 2020, è volta a informare studenti, professori e famiglie che nella giornata del 23 ottobre 2020, a causa di uno sciopero del personale docente le lezioni potrebbero non svolgere come da consuetudine.
Ma scopriamone di più.

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23 ottobre 2020: sciopero a scuola

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare il Dipartimento Funzione Pubblica, con la nota pubblicata l’8 ottobre 2020, ha comunicato che l’Associazione sindacale CUB ha proclamato lo sciopero generale per l’intera giornata del 23 ottobre di tutti i settori pubblici e privati. Dato che al suddetto sciopero ha aderito anche l’Associazione Sindacale CUB SUR – Scuola Università e Ricerca, gli studenti nella giornata del 23 ottobre 2020 potrebbero riscontrare disagi nella loro quotidiana attività didattica. Tuttavia, per ovviare a questo problema si ricorda che le amministrazioni sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione.


Chi sciopera il 23 ottobre 2020?

È bene sapere, inoltre, che il comparto scuola non sarà l’unico settore coinvolto nello sciopero del 23 ottobre 2020. Quindi, chi sciopera? Ebbene, per venerdì 23 ottobre 2020 è stato proclamato uno sciopero generale dalla sigla sindacale Cub. Una protesta che stando a quanto preannunciato coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati. I motivi? L’obiettivo delle proteste, come si può leggere sul sito del Cub, è quello di contrastare il tentativo dei padroni di aumentare sfruttamento e disuguaglianze. Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo per garantire lavoro stabile e tutelato, per aumentare salari, redditi, diritti e welfare. Sono quindi diversi i punti rivendicati dal Cub, in vista dello sciopero:
  • Riforma degli ammortizzatori sociali per garantire reddito per periodi lunghi, aumento dei salari e pensioni,
  • Riduzione degli orari a parità di salario, pensione a 60 anni o 35 di contributi,
  • Investimenti pubblici per ricostruire la sanità pubblica,
  • Per dare strutture e personale alla scuola,
  • Per la cura del territorio e per favorire attività di ricerca e produzione ad alto valore aggiunto,
  • Sistemi nazionali pubblici di previdenza, assistenza, salute, istruzione,
  • Trasporto collettivo e di edilizia popolare con superamento del welfare aziendale e di categoria,
  • Progressività della tassazione e riduzione di quella su lavoratori,
  • Pensionati e ceti popolari ampliamento dell'offerta di case di edilizia pubblica e introduzione di un tetto al livello degli affitti privati e blocco degli sfratti,
  • Elezioni dei rappresentanti sindacali libere, democratiche aperte a tutte le liste costituite e senza riserve per nessuno,
  • Diritto di sciopero senza vincoli per lavoratori, organizzazioni e rappresentanze elette,
  • Rilancio ruolo e presenza dello stato negli asset produttivi del paese.

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