Studenti in piazza contro la guerra in Siria: annunciate occupazioni

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone
manifestazione studenti

Fridays for Future, il movimento che ha riunito tantissimi giovani di tutto il mondo sul tema dell'ambiente e del clima, lancia l’appello internazionale “Fridays for Peace” contro l’invasione turca in Rojava e chiama all’attivazione per venerdì 18 ottobre. In queste ore decine di comitati di FFF da tutto il mondo stanno rispondendo alla chiamata di Fridays for Future Rojava, esprimendo solidarietà alle popolazioni attaccate dall’offensiva turca nel nordest della Siria. “Noi e le popolazioni che in Rojava hanno costruito una società basata sui principi della democrazia radicale, della liberazione delle donne e in particolare dell’ecologia siamo parte di un unico movimento globale per la giustizia climatica” si legge nell’appello. Le associazioni studentesche di Rete della Conoscenza, nell'aderire alla causa, rinnovano l'invito a tutti gli studenti di scendere in piazza l'8 novembre: tra le motivazioni della manifestazione studentesca, si aggiunge quindi quella legata alla pace e allo stop alla guerra. I giovani chiedono, infatti, di prendere posizione in difesa della popolazione curda.

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Studenti contro la guerra in Siria

Come Rete della Conoscenza, aderiamo convintamente a Fridays for Peace riconoscendo nel pacifismo un tratto fondamentale di un movimento per la giustizia climatica e ambientale" dice Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza - . "L’Europa sta restando a guardare mentre a poche centinaia di chilometri si sta consumando una tragedia di cui è corresponsabile. Il nostro Paese ha esportato armi alla Turchia per centinaia di milioni di euro e ancora oggi continua a fornire a Erdogan le stesse armi con cui questi sta massacrando la popolazione curda. Serve un’inversione di tendenza radicale: stop alle spese militari, stop all’acquisto di F35 e all’export di armi, servono finanziamenti per la riconversione ecologica, l’istruzione, il welfare e il lavoro

Guerra in Siria, le università prendono posizione

A partire dalle scuole e dalle università vogliamo costruire una cultura di pace e di solidarietà. In tutta Italia stiamo facendo prendere posizione agli atenei contro questa guerra, fino ad oggi abbiamo spinto alcune tra le più importanti università del Paese a schierarsi dalla parte della popolazione curda” dichiara Camilla Guarino, coordinatrice di Link Coordinamento Universitario “I senati accademici de La Sapienza, dell’Università e del Politecnico di Torino e dell’Università di Bari hanno approvato le nostre mozioni di condanna all’aggressione turca ai danni del Rojava; nei prossimi giorni si esprimeranno decine di atenei a partire da Padova, Bologna, Catania, Lecce

Manifestazione 8 novembre: annunciata un'ondata di occupazioni scolastiche

Gli studenti di Rete della Conoscenza si dicono quindi pronti a scendere in piazza il prossimo 8 novembre anche con l'intento di schierarsi per la pace, a favore del popolo curdo. I ragazzi si dicono pronti ad occupare le proprie scuole per farsi sentire: "Nelle scuole già in questi giorni stiamo prendendo posizione non solo in difesa del Rojava ma contro ogni forma di guerra e di sopruso dei popoli. L'8 Novembre scenderemo in piazza come studentesse e studenti da tutta Italia con lo slogan "Change the School to Change the System" ed i nostri cortei per costruire una scuola del futuro si apriranno proprio con azioni di condanna all'aggressione turca: siamo pronti ad occupare anche le nostre scuole per resistere assieme ed immaginare una società del futuro, senza guerre di potere e senza disuguaglianze sociali: tutto il mondo della formazione deve schierarsi!"
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