#GiornataDellaMemoria: il cuore non dimentica

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di giornata della memoria 27 gennaio 2016

Shoah uguale confusione. Nelle menti dei ragazzi, specie dei più piccoli, date e avvenimenti si attorcigliano dando vita in alcuni casi a un vero e proprio disordine. Ancora troppi non conoscono il significato del termine, sbagliano il numero delle vittime e non sanno nemmeno cosa siano i “Giusti tra le nazioni”. Errori che si fanno perdonare quando però aprono bocca raccontando il loro punto di vista, quello che avrebbero fatto se, cosa avrebbero provato e come reagirebbero oggi. In occasione della Giornata della memoria, Skuola.net non ha solo cercato di capire quanto i teenager sanno sull’Olocausto intervistandone circa 1200 tra gli 11 e i 19 anni, ma ha anche realizzato un video emozionale a una classe romana di terza media.

NON SO COSA VUOL DIRE - Il problema è che sembra proprio che la loro memoria non ne voglia sapere di uscire da dietro i banchi di scuola. I ragazzi sanno quello che è successo durante la Shoah perche gliene parlano gli insegnanti, devono preparare un’interrogazione o un compito in classe. Se circa 1 su 7 non sa cosa voglia dire il termine “Shoah” è perché, come spiega il 6% che lo compone, non è ancora arrivato a quel punto del programma. A conferma di questo il fatto che, filtrando i dati, è possibile notare come tra chi abbia risposto di non conoscere il significato di questa parola ci sia una percentuale superiore alla media di studenti tra gli 11 e i 13 anni.

DI STORIA E DI NUMERI - Stessa cosa succede tra chi si confonde quando si parla con i numeri. Quasi la metà degli intervistati dal sito, il 45% per l’esattezza, afferma che le vittime dell’Olocausto siano 25 milioni. Un numero esagerato visto che in realtà sono state più di 10 milioni, di cui tra i 5 e i 6 milioni erano ebrei. La loro preparazione resta più o meno la stessa anche quando si chiede loro chi sia Giorgio Perlasca: il 47% non ne ha la più pallida idea.

Guarda il video e scopri cosa hanno detto questi ragazzi per la Giornata della Memoria

E SE TI TROVASSI AL LORO POSTO? - Però farebbero qualsiasi cosa affinchè una tragedia simile non si ripeta mai più. Qualcuno più coraggioso metterebbe in piedi una sorta di rivoluzione pacifica, qualcun altro userebbe le parole per far riflettere. Non importa cosa, certo è che quella cosa comunque la farebbe, almeno per dire “Io ci ho provato”, come afferma un tredicenne davanti alle telecamere di Skuola.net. Il sito ha intervistato una terza di una scuola media di Roma, la Gaio Cecilio Secondo, per capire come è vissuta oggi dai più piccoli una giornata tanto importante come quella della Memoria. E quando gli studenti parlano, poco importa se non conoscono date e numeri. Quello che hanno provato i loro coetanei, loro non possono nemmeno immaginarlo, ma sanno quello che proverebbero loro oggi se venissero strappati dalle loro case, allontanati da mamma e papà e dagli amici. Se la vita a un tratto non fosse più la stessa.

MAI PIÙ GLI STESSI ERRORI - Perché la loro è una vita che li rende felici. Hanno una “famiglia che mi vuole bene” e “degli amici fantastici”. E solo immaginare di perdere tutto fa male, li spinge a riflettere. Perché se è vero che i ragazzi non sanno il numero esatto delle vittime della Shoah, di una cosa invece hanno la certezza assoluta: loro sono il futuro, un futuro che non ha alcuna intenzione di ripetere gli stessi errori commessi durante la Shoah. Perché il cuore non dimentica.

Serena Rosticci

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