
Tra le tante stelle dello sport azzurro che in questi giorni scaldano i motori in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, Giovanni Franzoni, classe 2001, è uno degli sciatori italiani più promettenti del momento.
Dopo avere vinto la Coppa Europa nel 2022, oggi gareggia nella kermesse sportiva con le Fiamme Gialle. Ma come ha fatto a diventare un campione senza mollare la scuola? Spoiler: non è stato per niente semplice.
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Il percorso di studi di Giovanni Franzoni
Giovanni è nato a Brescia il 30 marzo 2001. A tre anni e mezzo ha messo gli sci ai piedi per la prima volta a Ponte di Legno, dove andava in vacanza con la famiglia, e non li ha più tolti.
Fino alla seconda elementare è cresciuto a Manerba del Garda, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Poi la famiglia ha deciso di trasferirsi in montagna, a Carisolo, vicino a Madonna di Campiglio.
È stato lì che tutto è cambiato: per circa 7 anni Giovanni ha continuato a studiare e sciare, con la passione per lo sport che, nel tempo, si è fatta sempre più ingombrante. Si è iscritto all'Agonistica Campiglio (lo stesso club di Marta Rossetti, altra stella dello sci italiano) e ha iniziato a puntare all'agonismo.
Alle superiori, prima ha provato a frequentare il liceo a Brescia, ma gestire scuola e allenamenti era un incubo. Così si è trasferito insieme al fratello gemello e si è iscritto al liceo Scientifico di Agordo e allo Ski College Veneto di Falcade, una scuola pensata proprio per chi fa sport sulla neve.
Durante il quarto anno di liceo è entrato nella Nazionale Juniores. Nel 2020 ha fatto il suo debutto in Coppa del Mondo e ora, nel 2026, è alle Olimpiadi di Milano Cortina insieme a leggende come Dorothea Wierer, Federico Pellegrino e Dominik Paris.
Come ha fatto a conciliare studio e sci (spoiler: è stato durissimo)
I genitori di Giovanni hanno sempre amato lo sport. La madre, soprattutto, voleva che i figli continuassero a sciare, cosa che sarebbe stata complicata vivendo nei pressi del Lago di Garda.
Per questo la famiglia si è trasferita a Carisolo. Giovanni tornava a Manerba solo d'estate, ma all'epoca non pensava minimamente di diventare un campione: per lui lo sci era solo un passatempo.
Le cose si sono complicate quando ha iniziato il liceo a Brescia, a 120 chilometri da Madonna di Campiglio. "La scuola era un obbligo per i miei genitori, e dovevo studiare per poter sciare", ha raccontato in un'intervista.
La routine era assurda: dopo la scuola, la madre lo andava a prendere e lo portava a Madonna di Campiglio per l'allenamento. "Mi cambiavo e mangiavo in macchina, mi allenavo sulle piste e poi mia madre mi riportava a casa. Non era facile", ha ammesso.
Ma Giovanni non voleva mollare. Si è impegnato al massimo tra libri e sci finché non è riuscito a iscriversi alla scuola di Falcade, sulle Dolomiti. Lì le cose sono migliorate: niente più viaggi infiniti in auto, più tempo per allenarsi e studiare. E alla fine, tutta quella fatica ha pagato: oggi è un atleta olimpico.
Morale della storia? Se vuoi diventare un campione, preparati a studiare in macchina e a sacrificare parecchi weekend. Ma ne vale la pena.