Matteo Bortone
Autore
ricerca supplenti scuola

Mentre gli studenti sono tornati sui banchi per l’inizio del nuovo anno scolastico, le scuole hanno avviato la ricerca dei supplenti. Per i presidi e le segreterie è una vera e propria corsa contro il tempo per coprire tutti i posti vacanti - specialmente nei livelli più bassi - e garantire che il tempo pieno, un servizio fondamentale per tante famiglie, possa partire senza intoppi.

Dopo aver pescato dalle graduatorie provinciali e d’istituto, la soluzione è l'interpello: un avviso pubblico rivolto a chiunque aspiri a diventare insegnante. Una "chiamata aperta" che tradizionalmente attira centinaia di candidature, le più diverse e, a volte, molto lontane dall’insegnamento. Mettendo in difficoltà le segreterie.

Basta guardare le domande arrivate in questi giorni. C'è davvero di tutto: fornai, pasticcieri, operai, persino manager d'azienda

Indice

  1. I requisiti: la corsa ai supplenti
  2. "Tutti possono fare i maestri?": i racconti dei presidi

I requisiti: la corsa ai supplenti

L'idea di diventare maestro, a quanto pare, affascina tanti. Ma non è così facile riuscire nell'intento. La selezione c'è e si basa su una serie di requisiti che tendono a diminuire in base alla necessità di coprire i posti. La priorità assoluta va sempre a chi ha l'abilitazione specifica per la classe di concorso, il titolo di studio che attesta la formazione completa per l'insegnamento.

Dopo di loro, si passa a chi ha i requisiti per entrare nelle graduatorie provinciali, cioè laureati in materie specifiche che hanno anche i crediti formativi giusti. Se neanche così si riesce a coprire le cattedre, si valuta chi ha una laurea affine, come psicologia, scienze dell'educazione o lettere, ovvero percorsi di studio che, pur non essendo specifici per l'insegnamento, possono dare una preparazione di base utile per il mestiere.

Solo in ultima, ultimissima, spiaggia, le scuole considerano ogni titolo di studio, anche il più lontano dal mondo scolastico. Per questo arrivano candidature anche da settori difficilmente immaginabili: ristorazione, impresa, artigianato e quant'altro.

E anche se queste domande difficilmente vengono accettate, il punto è che vanno comunque gestite e analizzate una per una. Un lavoro immenso per le segreterie già in affanno.

"Tutti possono fare i maestri?": i racconti dei presidi

I dirigenti scolastici, in prima linea nella selezione, raccontano di storie incredibili. Come riporta "La Repubblica", che ha segnalato alcuni episodi provenienti da Milano, il preside dell'Istituto comprensivo Linneo ha ad esempio ricevuto 150 candidature per 10 cattedre. E, a fianco a candidati con titoli coerenti, sono arrivate domande "da baristi, parrucchieri o addirittura da chi si presentava come 'family ceo', cioè casalinghe che sostengono che aiutare i figli nei compiti sia una credenziale sufficiente per fare l'insegnante. Così passa il messaggio che chiunque possa fare il maestro. Tutte le professioni sono nobili, ma devono esserci dei requisiti per insegnare", spiega il dirigente. Al Linneo, alla fine, i posti sono stati coperti, ma il lavoro di selezione è stato "enorme".

Anche la dirigente del comprensivo Perasso, ha dovuto gestire una situazione simile: 400 candidature per 25 posti. "Almeno il 20 per cento erano profili del tutto non affini, come pasticceri o persone provenienti dal mondo della moda". E anche se alla fine è riuscita a coprire tutto, ammette che "le candidature sono decisamente poco omogenee".

Il preside del comprensivo Arcadia, invece, ha scelto una strada più rigida e ha 'blindato' i suoi moduli di candidatura: "Valutavamo i titoli specifici di Scienze della formazione primaria, poi abbiamo assegnato dei punti bonus per esperienze documentabili e così via. In questo modo siamo riusciti a mantenere la selezione trasparente e coerente".

Casi come quelli del comprensivo Cappelli, dove il preside ha ricevuto oltre 750 candidature per soli 17 posti e mezzo, dimostrano la portata del fenomeno. A volte, però, va meglio, come al comprensivo Barozzi, dove il dirigente scolastico ha ricevuto solo una decina di candidature "quasi tutte da laureati in psicologia. Profili affini".

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