Studente bocciato salvato dal Tar: la scuola non aveva informato il papà

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Se uno studente non va bene a scuola non basta informare solo la mamma, anche il papà ha il diritto di conoscere l’andamento scolastico del figlio e se la scuola non lo aggiorna, la bocciatura può essere annullata. Lo ha stabilito il Tar del Friuli Venezia Giulia che ha accolto il ricorso presentato dal padre di un ragazzo che è stato bocciato al termine della seconda media frequentata nell’Istituto Comprensivo di Gorizia 1. I giudici amministrativi hanno annullato la bocciatura decisa dalla scuola lo scorso 13 giugno perché, non informando il padre, la scuola ha violato "le precise indicazioni" di una circolare ministeriale (la 5336/2015) "volta a tutelare la bigenitorialità in ambito scolastico".

Le motivazioni della scuola

La scuola ha motivato la bocciatura sottolineando che “la situazione dell’alunno è peggiorata nel corso dell’anno poiché ha manifestato poco impegno, scarso interesse e atteggiamenti poco collaborativi. Nonostante gli interventi degli insegnanti mirati a recuperare la delicata situazione dello studente, lui non si è dimostrato disponibile a concretizzare positivamente e con risultati adeguati, aggravando la sua posizione con ripetute assenze”.

...E quelle dei giudici

Secondo il Tar, "il comportamento omissivo della scuola ha impedito al padre dello studente, ove tempestivamente informato della situazione scolastica del figlio, di adottare una serie di rimedi", come era successo già in un precedente anno scolastico, quando - evidenziano i giudici - il ragazzo era stato seguito dal padre, aveva evidenziato capacità di recupero e aveva concluso l’anno con "esito più che positivo" in una scuola di Trieste.

E adesso cosa accade?

Annullati dunque tutti gli atti e le pagelle della fine del secondo quadrimestre. Il ragazzo, adesso, sta frequentando la seconda media in un altro istituto e l'avvocato del padre ha annunciato che “se la scuola non dovesse tenere conto della sentenza, presenterò un nuovo ricorso chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza e l’iscrizione del ragazzo in terza media”.

Per il dirigente scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Alida Misso - è molto probabile che passerà in una classe di terza media. "Le sentenze non si commentano, si applicano", ha detto Misso che, insieme a Ministero e Avvocatura dello Stato sta valutando in queste ore come procedere e non è escluso il ricorso al Consiglio di Stato.

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