Amanda T., vittima del sexting e del cyberbullismo

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Trovato grazie ad Anonymous lo stalker 32enne che importunò Amanda T., la studentessa canadese di 15 anni che si è suicidata a seguito di una vicenda di sexting e cyberbullismo. Come difendersi dai pericoli della rete

È stato scovato l’uomo che ha portato al suicidio Amanda T., la ragazza canadese che si è suicidata a causa delle sue continue molestie sessuali in rete. Sono stati gli hacker di Anonymous a diffondere nome, cognome e indirizzo dello stalker. Torniamo a parlare di sexting e di cyberbullismo.

LA STORIA DI AMANDA - Amanda T. aveva 12 anni quando fu spinta da un anonimo in rete a farsi riprendere seminuda. Poi costui aveva continuato ad importunarla minacciandola di pubblicare tutto sul web, cosa che poi fece. Le immagini di lei erano arrivate anche ai suoi compagni di scuola che iniziarono a prenderla in giro. La vita di Amanda si trasformò in un incubo, tanto che tentò il suicidio per ben due volte, e i genitori decisero di cambiare città. Ma qui Amanda conosce un altro uomo, fidanzato. Ed è proprio la ragazza di lui che un giorno aggredisce Amanda.

IL VIDEO - Il 7 settembre scorso Amanda, ormai 15enne, pubblica in rete un video in cui, attraverso dei messaggi su fogli bianchi, racconta i motivi dei suoi tentativi di suicidio, nella speranza che altre ragazze che si trovano in una situazione difficile come la sua riescano ad avere la forza di reagire. Ma poi Amanda tenta il suo terzo suicidio e questa volta riesce a togliersi la vita.

TROVATO LO STALKER - Gli hacker di Anonymous, che notoriamente non amano collaborare con la Polizia, hanno deciso di mettere a disposizione delle Forze dell’ordine le loro capacità per bloccare il colpevole e dare il loro contributo per la protezione dei minori. Hanno pubblicato nome, cognome e indirizzo del 32enne che minacciava Amanda e che, tra l’altro, lunedì scorso ha dovuto rispondere in tribunale per un altro caso di molestie sessuali.

È FACILE RISCHIARE - Siete convinti che a voi cose del genere non accadranno mai? Bene, allora questo è un motivo in più per non abbassare la guardia e capire bene come si riconoscono sexting e cyberbullismo. La rete può nascondere molte insidie, proprio per il fatto che certi comportamenti su internet sembrano molto facili e, per questo, legittimi. Niente di più sbagliato.

LE PAROLE CHIAVE - Se postare una immagine o scrivere poche righe dal contenuto sexy è un gioco da ragazzi, ricordate che è altrettanto facile risalire alla vostra identità. Per non incappare in alcun pericolo, familiarizzate con questi due termini:
- Sexting = postare testi o scambiare immagini particolarmente ammiccanti o sensuali (nudi o quasi) con amici o sconosciuti, tramite cellulare, web e social network;
- Cyberbullismo = atti di bullismo e molestia che vengono compiuti utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione: cellulare, chat, forum, e-mail, ecc.

COME DIFENDERSI - Starne alla larga si deve, uscire dall’incubo si può. Per questo Skuola.net mette a vostra disposizione i consigli per difendersi dal cyberbullismo e vi aiuta a capire quanto sia vicino a tutti voi il fenomeno del sexting attraverso una intervista ad una vostra coetanea. Recentemente, poi, è stato rilevato che il 25% degli adolescenti che pratica sexting lo fa in modo irresponsabile e che il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle ragazze fa ricorso a internet per vedere immagini di sesso, per informarsi sull’argomento, per cercare un partner. Che rientriate o meno in queste percentuali, fatevi un giro nella sezione speciale Sicurezza in rete.

Hai mai inviato o ricevuto immagini provocanti in rete?

Cristina Montini

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