L’alternanza scuola lavoro non è come te l'aspettavi? Spingi il bottone rosso!

Marcello G.
Di Marcello G.

alternanza scuola lavoro piattaforma gestione carta diritti e doveri

Ogni promessa è debito. L’alternanza scuola lavoro si mette finalmente in moto completa di tutti i suoi elementi. Dopo l’avvio del primo anno scolastico con la riforma a pieno regime – nell’estate 2018 tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori dovranno aver svolto un periodo di tirocinio formativo – arrivano infatti gli ultimi, fondamentali, tasselli che serviranno a completare la cornice all’interno della quale si muoveranno scuole, aziende, famiglie e alunni negli anni a venire: la ‘Piattaforma per la gestione dell’alternanza scuola-lavoro’ e la ‘Carta dei diritti e doveri degli studenti in alternanza’. Un passaggio più volte annunciato dal ministero dell’Istruzione e che, in occasione degli Stati Generali dell’alternanza, debutta sul web.

Fedeli: "Novità frutto di un lavoro collettivo"


"Dal momento dell’introduzione dell’obbligo - dice la ministra dell'Istruzone, Valeria Fedeli - il sistema ha raggiunto, dal punto di vista quantitativo, gli obiettivi stabiliti; è stato possibile estendere il sistema a tutte le studentesse e gli studenti italiane, dal Nord al Sud del Paese, in tutte le scuole superiori. Come ogni innovazione, però, ha bisogno del sostegno e contributo di tutti per migliorare, per crescere e radicarsi come pratica positiva e percorso formativo. Al netto di un giudizio quindi positivo, resta ancora della strada da fare per trasformare quest’innovazione in un’offerta di percorsi di qualità per tutte e per tutti".

Tutti gli attori dell’alternanza coordinati tra loro


Ma come funziona questo nuovo strumento? In pratica è un come se fosse un grande quartier generale che dovrà svolgere un ruolo di raccordo tra i diversi soggetti coinvolti e tra i vari momenti dell’alternanza: dalla scelta del posto in cui andare in stage, alle giornate formative, fino al rientro in classe e alla valutazione successiva. Una cabina di regia in cui trovare tutte le informazioni sugli adempimenti per attivare i percorsi di alternanza e il racconto di una una serie di esperienze ‘virtuose’ già in atto sul territorio italiano.

Scuole e strutture ospitanti censite dal ‘Registro nazionale dell’alternanza’


La piattaforma, però, non si limiterà solo a evidenziare le storie positive. L’idea è quella di creare un archivio dell’alternanza, da cui attingere per costruire percorsi personalizzati in base alle esigenze dei vari indirizzi di studio (e degli studenti). Su questo punto, il vero cuore del progetto è rappresentato dal Registro Nazionale dell’Alternanza Scuola Lavoro, realizzato da Unioncamere per conto del Miur: il luogo d’incontro tra offerta e domanda. Perché le scuole, consultando il database, potranno ricercare facilmente le strutture e le aziende più idonee ai propri iscritti, in base alla vicinanza geografica, all’interesse professionale, all’attività economica e alla disponibilità di accoglienza; nonché monitorare lo status delle candidature e stipulare tempestivamente le convenzioni.

L’obiettivo? Ad ogni studente un percorso personalizzato


Ma il ruolo delle scuole potrà essere ancora più attivo, grazie alla possibilità di co-progettare i percorsi di alternanza con le aziende stesse, di produrre i patti formativi, e di verificare passo dopo passo le presenze delle studentesse e degli studenti durante lo stage. In che modo? Attraverso un apposito registro; una sorta di omologo del registro elettronico che gli istituti già usano quotidianamente per gestire l’attività didattica a scuola. Le strutture ospitanti, dal canto loro, potranno entrare in contatto con le scuole della propria zona in modo veloce e intuitivo – attraverso il portale “Scuola in Chiaro” – per consultare le informazioni sull’istituto e, per ogni indirizzo di studio presente al loro interno, sia le competenze in uscita degli studenti sia il profilo del diplomato medio; per poter disegnare assieme proposte di alternanza ‘appetibili’ e costruire delle sinergie a livello territoriale (coadiuvati dai 1000 tutor dell'Agenzia nazionale per le politiche sul lavoro, 250 dei quali attivi già da gennaio 2017).

Il ‘bottone rosso’: lo strumento per segnalare ciò che non va


E gli studenti? Quelli che, in definitiva, sono i veri protagonisti dell’alternanza scuola lavoro non staranno certo a guardare. Per loro il Ministero ha riservato lo strumento forse più importante: il famoso ‘bottone rosso’. Una specifica funzione con cui poter segnalare le criticità riscontrate durante il tirocinio, se questo non coincide con quanto concordato con la scuola o se, addirittura, ai ragazzi non viene data la possibilità di intraprendere un percorso davvero formativo. Segnalazioni che verranno prese in carico dagli uffici scolastici regionali e, se necessario, direttamente dal Miur. Tutto il processo sarà tracciato, trasparente e con tempi chiari, grazie al coordinamento di una task Force nazionale per l’alternanza (composta da 110 tra docenti e dirigenti).

Il corso (obbligatorio) sulla sicurezza nei luoghi di lavoro


In più, ancora prima di andare fuori da scuola, gli studenti potranno usufruire gratuitamente (sulla stessa Piattaforma) dei percorsi didattici – da superare obbligatoriamente per poter essere ospitati dalle strutture - sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sul diritto dei lavoratori, realizzato insieme a INAIL (l’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). Sette moduli - con un test finale - svolti in modalità e-learning (sul computer). Ore, quelle passate davanti allo schermo, che saranno conteggiate come alternanza vera e propria. E che daranno una certificazione utile per tutta la vita, in ogni contesto lavorativo.

La qualità dei tirocini è la base per le scelte future


"Offrire a studentesse e studenti percorsi di alternanza di qualità che li mettano in condizione di incrementare le loro competenze, svilupparne di nuove, fare un’esperienza formativa fuori da scuola e migliorare le capacità di scelta dei loro percorsi futuri - sottolinea ancora la ministra Fedeli - vuol dire migliorare la qualità complessiva dell’istruzione in generale, e vuol dire, infine, dare un contributo importante allo sviluppo positivo del Paese intero.

A ognuno la sua scrivania: gli studenti avranno la ‘cartella dell’alternanza’


Per gestire tutte le attività previste dai percorsi di alternanza nonché le relazioni tra coloro che sono coinvolti nel processo, ognuno degli attori – dirigenti scolastici, referente ASL, docente tutor, rappresentante legale della struttura ospitante, tutor aziendale, studenti e famiglie – avrà a disposizione una ‘scrivania’ ad hoc, con operatività diversificata a seconda del ruolo rivestito da chi vi accede. Quella dei ragazzi, ad esempio, si chiamerà ‘cartella dello studente’: il luogo in cui trovare tutti i materiali riguardanti la propria alternanza (il progetto formativo, la convenzione, il patto formativo).

I ragazzi potranno valutare l’esperienza di stage


A breve, poi, verrà attivato anche lo strumento di valutazione. La sezione in cui gli alternanti potranno esprimere il proprio grado di soddisfazione rispetto all’esperienza di stage. Questo perché, per precisa volontà del Ministero, i ragazzi devono diventare il cardine su cui poggiare l’intera riforma. Per dargli l’accelerazione finale. Ne è prova il coinvolgimento diretto delle rappresentante studentesche già a partire da questi Stati generali. Così come la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza che, dopo essere stata più volte chiesta a gran voce dagli stessi ragazzi, vede oggi la luce. Un documento che codifica e definisce ciò che gli studenti si devono aspettare dal tirocinio ma anche ciò che devono fare una volta lontani da scuola.

Il 60% degli alternanti è soddisfatto del tirocinio svolto

Ogni dettaglio dell’alternanza, dunque, sarà messo nero su bianco (anche se online). Ogni passaggio, in questo modo, diventa trasparente. Strumenti - la ‘Piattaforma per la gestione’ e la ‘Carta dei diritti e dei doveri’ - fortemente voluto dal Miur per tentare di garantire il più possibile esperienze di alternanza di qualità, in strutture ospitanti che sappiano seguire i ragazzi, con tutor adeguatamente formati, evitando quelle (in realtà poche) storture – frutto di una cattiva interpretazione dell’alternanza da parte di scuole e aziende - che le cronache hanno sottolineato nei primi anni della riforma. Perché, in definita, secondo una recente ricerca di Skuola.net 6 alternanti su 10 sono già soddisfatto del percorso svolto. Indietro non si torna, ma tutti insieme si può andare avanti molto più velocemente.

L'Osservatorio nazionale sull'alternanza e il rapporto semestrale


Come dice la stessa Ministra questo "non è un punto di arrivo, quanto un momento di rilancio di questo percorso, dove ognuno potrà portare il suo contributo e produrre spunti e stimoli alla discussione". Ne è la riprova la creazione dell'Osservatorio Nazionale per l’Alternanza scuola-lavoro di qualità, istituito presso il Miur e a cui parteciperanno tutte le parti, che avrà il compito di monitorare l’evoluzione dei percorsi di alternanza, così come il funzionamento dei nuovi strumenti, ma anche di produrre un rapporto semestrale (il primo è previsto per Giugno)e di fornire al Ministero proposte di ulteriori interventi. Perché, conclude la fedeli "la scuola deve fare dell’alternanza un elemento qualificante per la formazione, ed in questo ha bisogno della partecipazione e della responsabilità di tutti i soggetti coinvolti".


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