Alternanza scuola lavoro: studenti chiedono il bonus per la Maturità

Marcello G.
Di Marcello G.

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Potremmo chiamarlo il paradosso dell’alternanza scuola lavoro. Perché la riforma che ha introdotto gli stage formativi obbligatori per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle superiori, in questi mesi, sta subendo numerosi attacchi da parte dei ragazzi coinvolti: qualcuno vorrebbe avere delle garanzie sulla qualità delle esperienze di tirocinio, qualcun altro vorrebbe persino abolirli. Ma, è questa la novità, ci sono anche classi che vorrebbero dargli un peso maggiore, forse anche eccessivo; di valutarli ai fini del voto di diploma già a partire dalla maturità 2018. Basta leggere le motivazioni di una petizione apparsa online qualche giorno fa: c’è un intera scuola – il liceo classico Dettori di Cagliari – che chiede di portare l’alternanza all’esame con un anno d’anticipo.

I tirocini tolgono tempo allo studio?

Ovviamente non si tratta di voler cambiare le norme – l’alternanza diventerà ufficialmente parte integrante delle prove finali solo a partire dal 2019 – ma di considerare il percorso che i ragazzi hanno fatto in questi tre anni. Il ragionamento è semplice: svolgendo i tirocini (specialmente se si fanno in modo serio e a tempo pieno) si toglie tempo allo studio, ore preziose (200 o 400, a seconda degli indirizzi) che potrebbe incidere in maniera negativa sui voti scolastici. La paura dei ragazzi sardi (ma non solo la loro) è che, a causa dell’alternanza, per molti di loro prendere il massimo alla maturità sarà quasi impossibile; in pochissimi riusciranno ad ottenere quei 25 punti derivanti dal rendimento scolastico, base fondamentale per sperare di arrivare al cento. Proprio loro che, per primi, sono stati investiti dalla riforma a pieno regime (chi si diplomerà nel 2018 sicuramente avrà svolto le ore di alternanza in terzo, quarto e quinto).

Bonus di 5 punti per chi ha svolto un’ottima alternanza

Una via d’uscita però, secondo i ragazzi sardi, c’è: trasformare il giudizio in crediti, in quei famosi 5 punti che le commissioni d’esame possono assegnare agli studenti che hanno un ottimo curriculum scolastico ma che, nonostante ciò, non hanno i numeri sufficienti per arrivare al 100. Attribuire il ‘tesoretto’ – tutto o in parte – agganciandolo alla relazione dell’esperienza di alternanza scuola lavoro. In questo modo, i punti persi per strada anche per colpa delle ore passate lontano da scuola, potrebbero rientrare nel voto finale sotto forma di bonus. Utilissimo per tutti i maturandi, per qualcuno addirittura fondamentale.

Il testo della petizione online

“Il lavoro svolto per il progetto di alternanza scuola-lavoro – si legge nel testo della petizione - richiede impegno, dedizione, ma soprattutto tempo ed energie; l’ammontare è di 200 ore obbligatorie, senza lo svolgimento totale delle quali non si può essere ammessi all’esame. Il nuovo modello di esame di Stato, che era stato fissato per l'anno 2018 e che tiene in conto queste attività, è però slittato al 2019, tagliando così fuori, all’ultimo momento, i ragazzi che per primi in terza hanno iniziato il progetto. Gli studenti hanno il diritto di essere valutati per ciò che hanno fatto nell’ambito scolastico e di sapere precisamente e per tempo le modalità in cui ciò avviene”.

Alternanza già inserita nella valutazione finale

Ma le preoccupazione dei liceali cagliaritani potrebbero essere il frutto di una scarsa conoscenza dei regolamenti. La soluzione, in teoria, c’è. L’alternanza, in qualche modo, farà già parte della maturità 2018. Il ministero dell’Istruzione, in una recente Guida dedicata proprio alla ‘certificazione delle competenze in alternanza scuola lavoro’, la considera esplicitamente “parte integrante della valutazione finale dello studente”; in grado di “incidere sul livello dei risultati di apprendimento conseguiti nell’arco del secondo biennio e dell’ultimo anno del corso di studi”. In teoria, dunque, i Consigli di classe già oggi hanno la facoltà di dare un voto anche agli stage curricolari, tramutandolo in crediti formativi.
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