Alternanza scuola lavoro, gli studenti imparano a creare videogames

Marcello G.
Di Marcello G.

L’alternanza scuola lavoro diventa un gioco. Anzi, un videogioco. Molti ragazzi si lamentano che gli stage proposti dalle scuole non sono in linea con i propri interessi. E se, invece, ci fosse la possibilità di imparare le basi di un mestiere e, al tempo stesso, fare una cosa vicina alle passioni dei più giovani? Sarebbe perfetto. Ed è quello che tenterà di fare l’ITIS Galileo Galilei di Roma che, grazie a un protocollo d’intesa siglato con l’Accademia italiana del videogioco, già da quest’anno scolastico attiverà tre percorsi di alternanza scuola lavoro dedicati al mondo del gaming: Game Design, Programmazione, Grafica 3D.

I corsi saranno sia teorici che pratici

I corsi si svilupperanno – come prevedono le regole sull’alternanza – lungo l’ultimo triennio delle superiori e cercheranno di appassionare gli studenti ad alcune delle professionalità più ricercate dall’industria del settore. La struttura della didattica sarà articolata in due parti, divise a metà tra lezioni frontali multidisciplinari e lavoro individuale. L’obiettivo è di far sviluppare ai ragazzi dei progetti che gli facciano capire cosa c’è dietro i videogiochi davanti cui passano interi pomeriggi. Per invogliarli a intraprendere questa strada, cercando di bruciare le tappe che li porteranno a proporsi alle aziende.


Game designer: l’anima del videogioco

Ma qual è il profilo di questi innovativi mestieri? Il game designer, ad esempio, è il vero e proprio cuore del videogioco. Colui che crea il gioco, che dà vita all’idea inziale. Per questo gli vengono richieste conoscenze tecnico-artistiche, creatività una propensione al pensiero critico, doti di team working (per coordinare le persone che poi dovranno materialmente sviluppare il titolo). Il suo scopo è quello di creare un gameplay accattivante, funzionale ma soprattutto in grado di soddisfare, emozionare e divertire i giocatori.

Ambientazioni spettacolari grazie al Grafico 3D

Il grafico, invece, è colui che realizza gli asset 2d e 3d per il videogioco: si occupa della creazione di ambienti, personaggi e di tutto ciò che popola il mondo di gioco. Perciò, durante il corso di ‘computer grafica per videogiochi’ gli allievi acquisiranno le tecniche e le competenze relative sia alla modellazione tridimensionale con Maya, sia al texturing con Photoshop.

Se la giocabilità è massima è merito del Programmatore

Il programmatore specializzato nello sviluppo di videogiochi, infine, è la figura che rende possibile il corretto funzionamento di tutti gli aspetti tecnici e interattivi del videogioco: dal rendering al gameplay, dall’intelligenza artificiale alle componenti multiplayer. Il corso di ‘programmazione per videogiochi’, quindi, mira a fornire allo studente un quadro completo delle tecnologie chiave dell’industria del game development. Un lavoro che si aggiornata costantemente, per rispondere alle richieste del mercato. Mantenendo sempre, però, alcuni capisaldi: il corso, infatti, verte da un lato sulle metodologie di lavoro in team e gestione dei progetti e, dall’altro, sull’approfondimento dei motori di gioco maggiormente diffusi: Unity e Unreal Engine. Nonché l’approfondimento dei fondamenti di algebra lineare, trigonometria e fisica newtoniana, sempre applicati ad esempi pratici che aiutino anche gli allievi privi di conoscenze matematiche ad affrontare agevolmente il percorso formativo.
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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