Scuola e alternanza, cosa potrebbe cambiare dopo le elezioni 2018?

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Ultimo giorno di campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo. Gli italiani, tra poche ore, saranno chiamati a votare per il nuovo governo. Tra i programmi proposti dai vari partiti sono emerse, più o meno chiaramente, le posizioni di tutti i possibili vincitori anche in tema di scuola. Cosa hanno quindi in serbo i partiti per il mondo dell'istruzione? Come sono destinati a cambiare argomenti caldi come l'alternanza scuola-lavoro, la docenza, l'accesso all'università e la formazione? Tutto dipende da chi la spunterà. Come dimostra questa analisi effettuata da noi di Skuola.net, mettendo a confronto i programmi elettorali degli schieramenti principali.

Come sarà la scuola se vince la coalizione di Centrosinistra (PD, Insieme, +Europa e Civica Popolare)

Lo scopo principale del Pd e della coalizione di Centrosinistra, qualora dovesse vincere, è quello di avvicinare sempre di più gli studenti al mondo del lavoro. La strada per farlo è quella di portare gli iscritti agli istituti tecnici di formazione professionale da novemila a centomila. In generale, comunque, il programma PD per la scuola è vasto. Vediamo alcuni temi nello specifico:

Alternanza scuola lavoro: la coalizione vorrebbe ridefinirne modalità e scopi. In caso di vittoria, l’alternanza scuola lavoro continuerà ad essere un punto cardine della politica di Centrosinistra, però si punterà a gestirla in maniera più funzionale. Dovrebbero essere introdotte delle correzioni per assicurarsi che le aziende non sfruttino gli alternanti e che questi ultimi imparino qualcosa dall’esperienza lavorativa.

Personale scolastico: altro importante obiettivo è quello di ridurre la burocrazia scolastica. Così facendo, diminuirebbe il tempo che docenti e presidi impiegano per sbrigare moduli e pratiche.

Apprendimento e orientamento: in caso di vittoria di Pd e alleati sarà sostenuto l’apprendimento trasversale e digitale. Verrà anche promosso un maggiore orientamento per assistere gli studenti nei momenti di scelta e transizione da un grado di scuola all’altro.

Università: si parla di un aumento degli investimenti nell’università. Dovrebbero riguardare soprattutto edilizia universitaria, potenziamento delle borse di studio ai capaci e meritevoli e l’introduzione di livelli minimi di prestazioni del welfare studentesco.

Come cambierà la scuola se vince il Movimento 5 Stelle

Nel programma dei 'pentastellati', è possibile rintracciare alcune proposte che riguardano da vicino il mondo scolastico. Un esempio: per quanto riguarda i finanziamenti alle scuole paritarie il Movimento 5 Stelle li abolirebbe totalmente. Ma vediamo alcune delle tematiche generali:

Alternanza scuola lavoro: su questo tema il movimento insiste parecchio. L'idea sarebbe quella di eliminare, innanzitutto, l’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro andando a creare percorsi formativi più ampi. Secondo i cinquestelle, infatti, l’alternanza ha portato troppe poche esperienze positive e, nella maggior parte dei casi, si è rivelata sfruttamento da parte delle aziende ospitanti. Aggiungendo un considerevole onere burocratico alle scuole. L’alternanza scuola lavoro verrebbe quindi gestita in modo da renderla più vicina agli interessi e alle reali necessità di apprendimento degli studenti. 

Personale scolastico: in questo ambito il movimento mira a migliorare le condizioni del personale. Proposte cardine in questo senso sono: il censimento dei precari presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero, così da attuare un programma di assunzioni in linea coi bisogni delle scuole; rimediare alle distorsioni del piano di assunzioni su base nazionale; ripristinare nella graduatoria di merito l’inserimento di quei docenti idonei nelle graduatorie dei concorsi.

Edilizia scolastica: metà delle scuole italiane ha almeno 40 anni. A tal proposito il Movimento 5 Stelle propone di attuare un piano decennale per la messa a norma e in sicurezza di tutte le scuole italiane. Dopodiché andrebbe sviluppato un piano di monitoraggio dei lavori eseguiti

La scuola del futuro se vince la coalizione di Centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Noi con l’Italia e Fratelli d’Italia)


La piattaforma programmatica presentata congiuntamente dai partiti di Centrodestra parla di riformare le “anomalie e storture” della riforma di Renzi, nonché di “rilancio dell’Università italiana”; importante per la coalizione anche un “sostegno ad aggiornamento e meritocrazia”. Molto chiaro il punto che riguarda la posizione del Centrodestra rispetto a istruzione privata e pubblica: la coalizione preferirebbe un’istruzione mista pubblico-privata, ottenibile dando maggiori incentivi alle scuole private. Ecco i punti cardine del programma:

Alternanza scuola lavoro: la posizione di tutti i partiti di destra rispetto all’alternanza scuola lavoro è quella di ripensarla interamente, senza però eliminarla. L’idea sarebbe quella di imitare il modello tedesco soprattutto per quanto riguarda istituti tecnici e professionali, arrivando a garantire congruenza tra lo studio scelto e le esperienze lavorative svolte durante l’alternanza.

Personale scolastico: per quanto riguarda docenti e personale ATA il Centrodestra avrebbe in mente un piano quinquennale di assunzioni. Oltre a ciò, sarebbe prevista anche l’istituzione del tempo pieno al Sud, per contrastare l’abbandono scolastico e dare più certezze ai docenti sulla continuità della didattica. La coalizione punta anche a una rivalutazione delle condizioni di lavoro dei docenti e a un rilancio dell’istruzione tecnica come alternativa valida rispetto all’università.

Università: il Centrodestra sostiene un rilancio dell’Università italiana per farle riacquisire prestigio nonché un sostanziale aumento delle borse di studio.

Edilizia scolastica: in questo frangente è previsto un “piano di edilizia scolastica” per l’aumento della sicurezza, soprattutto a livello anti-sismico.


Ilaria Roncone
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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