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La Salamandra

La salamandra appartiene alla classe degli anfibi.
Ne esistono varie specie:
- salamandra pezzata
- salamandra alpina (chiamata più frequentemente atra)
- salamandrina dagli occhiali
- salamandra axolotl
- salamandra tigre

La salamandra pezzata

Si trova in tutta la zona dell'Europa centrale. Può essere trovata anche nell'Africa nord-orientale e parte dell'Asia sud-orientale. In provincia di Savona e nel ponente ligure la specie è abbastanza diffusa e comune, prevalentemente nella zona tra i 200 ed i 1000 metri, pur essendo talvolta segnalata in località poco al di sopra del livello del mare.
L'ambiente preferito è sicuramente il bosco caducifoglie in aree collinari, ma si trova anche in ambienti di macchia mediterranea, boschi di aghifoglie, pascoli in quota. Il suo habitat congeniale è il sottobosco umido, nei pressi di corsi d'acqua, stagni e paludi, dove la si può rinvenire sotto sassi, foglie, all'interno di tronchi marcescenti, tra le fessure delle rocce. Predilige i castagneti, faggete ed i boschi misti di lecceti.

Il nome della specie è Salamandra salamandra, fa parte della famiglia delle salamandridae ed è dell'ordine degli Urodeli. La salamandra pezzata ha un colore nero lucente con grandi macchie giallo brillanti. Sono ben evidenti gli agglomerati ghiandolari presenti dietro il capo. Questi colori così vistosi servono alla salamandra per segnalare ai predatori di essere un’animale particolare che non ha bisogno di occultarsi perché è dotato di uno strumento di difesa: si tratta del liquido urticante che la sua pelle secerne di continuo e che ustiona le mucose della bocca di lupi, gatti selvatici, volpi e mustelidi che avessero l’ardire di addentarla. Misura dai 12 ai 20 cm compresa la coda, (eccezionalmente raggiunge anche i 28 cm e le femmine sono leggermente più lunghe sei maschi). Lo stadio larvale è caratterizzato da una forma molto simile a quella dell'adulto, ma più gracile e di colore brunastro uniforme. Ai lati del corpo presenta ciuffi branchiali temporanei ed ha, alla base degli arti, una caratteristica macchia chiara. In natura, l'aspettativa di vita si aggira intorno ai 20 anni, ma è documentato un caso di una salamandra pezzata vissuta per ben 50 anni. La dieta di questo anfibio è costituita da invertebrati, in particolare da lombrichi, molluschi ed insetti.
Si tratta di un anfibio prevalentemente notturno; appare durante il giorno solo in occasione di forti piogge. Di abitudini sedentarie, questi animali (soprattutto le femmine) rimangono assai fedeli ai loro rifugi; qui trovano riparo in gran numero, specie in inverno durante il periodo di latenza. Contrariamente alle credenze popolari la salamandra è assolutamente innocua per l'uomo; l'unica precauzione da prendere è quella di non toccarsi gli occhi dopo averla presa in mano, in quanto il muco potrebbe causare irritazioni. Grazie alla secrezione tossica ed alla sgargiante colorazione giallo-nera, che nel mondo animale è sinonimo di pericolo, la salamandra pezzata non ha predatori. Può comunque accadere che venga maldestramente attaccata da ratti, cani, gatti, polli, serpenti; in questi casi l'aggressore finisce per ritirarsi sconfitto. In poche parole, la salamandra pezzata diventa aggressiva solo se viene attaccata.
Durante il periodo degli amori il maschio si esibisce in un complesso rituale di corteggiamento e nella primavera successiva la femmina depone, in ruscelli ben ossigenati, 20-40 larve provviste, ai lati della testa, di branchie piumose esterne.
I principali pericoli della salamandra pezzata sono l'uomo,che la uccide direttamente (schiacciandola inavvertitamente sulle strade) ed indirettamente, alterando ed inquinando gli ambienti dove vive.

La salamandra alpina (atra)

La si può trovare nelle Alpi, è una specie che si ritiene scomparsa dal Ticino. È un anfibio urodelo tipico dei boschi di abete rosso e delle praterie alpine che può salire oltre i 2.100 metri di quota. Essendo una salamandra rimane fortemente dipendente dall'umidità dell'ambiente in cui vive, tanto che in una giornata fredda e ventosa se ne resta sotto qualche roccia in attesa della notte, il suo momento di maggiore attività, o della pioggia, avvenimento che la fa sgusciare via dal suo nascondiglio diurno anche molto prima che cali il sole.

L'atra fa parte dell'ordine degli Urodeli e il suo nome scientifico è salamandra atra.
È di colore nero e raggiunge i 16 cm di lunghezza anche se in media misura circa 11 cm; i due sessi sono simili. Questa salamandra, a differenza degli altri anfibi, si è resa totalmente indipendente dall’acqua ed è molto comune nel nord delle Alpi.
È attiva prevalentemente di notte con clima umido e piovoso, anche se è possibile con la pioggia osservarla anche di giorno. Le ghiandole nella pelle della salamandra alpina secernono una sostanza tossica per gran parte dei potenziali predatori. È del tutto innocua per l’uomo e in natura può vivere più di 10 anni. La salamandra alpina (salamandra atra) è un caratteristico esempio di entità appartenente all’epoca glaciale a corologia alpino-dinarica. Si nutre soprattutto di insetti.
La salamandra nera si riproduce in maniera diversa dalla giallo-nera. Essa partorisce due girini ogni volta: infatti, anche se molte uova passano nell'ovidotto, non si sviluppa mai più di un embrione che si nutre, fino al momento della sua nascita, dei tuorli (in numero di circa venti) che rimangono sterili nell'ovidotto materno. Il girino può fare a meno dell'acqua e talvolta la madre, in cattività, lo depone all'asciutto.
Data la breve stagione estiva e il lungo e freddo periodo invernale, la salamandra nera ha sviluppato particolari comportamenti per riuscire a sopravvivere in un ambiente così difficile. Durante l'inverno cade in una specie di letargo (ibernazione o stadio di quasi totale inattività in un riparo sotto pietre o rocce).
I pericoli dell'atra sono l'alterazione degli habitat, ma anche alle patologie legate alla chitridiomicosi e alla possibilità che appassionati e studiosi di anfibi possano diventare vettori involontari del contagio durante le escursioni.

La salamandrina dagli occhiali

In Italia è specie endemica, la si trova sugli Appennini a sud del fiume Volturno.
La salamandrina dagli occhiali frequenta ambienti forestali collinari e montani, più frequente fra i 200 ed i 600 metri di quota, dove vive vicino ai corsi d'acqua, nascosta tra le rocce e la lettiera. Durante lo svernamento e l'estivazione si trattiene per lo più sotto terra, a volte a profondità superiori al metro, in caverne o dentro i muri a secco.
Il nome scientifico della salamandrina dagli occhiali è salamandrina terdigitata. Questo anfibio ha una lunghezza media che da adulto supera di poco i 10 cm, il colore varia dal bruno del dorso, sulla testa ha una macchia di colore chiaro a forma di 8, da cui il nome. Rispetto ad altri Urodeli, ha quattro dita sulle zampe posteriori, invece di cinque. Il ventre presenta invece una colorazione contrastata: macchie nere, bianche e con le parti inferiori delle zampe e della coda rosso rubino brillante. Allo stato larvale mangia piccoli animali acquatici, larve di insetti, crostacei, vermi. In età adulta insetti, ragni, millepiedi e vermi catturati sul terreno.
Si riproduce in primavera. Le larve vivono in acque fredde e ben ossigenate.
E' attiva esclusivamente in condizioni di elevata umidità, spesso di notte o nelle giornate uggiose. Se disturbata solleva la coda e le zampe mostrando il vivace colore rosso delle parti ventrali, per disorientare i predatori. La Salamandrina è uno degli anfibi meno legati all'ambiente acquatico nel quale si reca solo per deporvi le uova. Addirittura i maschi una volta metamorfosati non entrano mai più in acqua, alimentandosi ed accoppiandosi a terra.
La salamandrina dagli occhiali è tra gli animali in pericolo di estinzione segnalati nel "Libro rosso degli animali d’Italia" ed è inserita nell’allegato II (“specie animali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”) della direttiva Habitat promulgata dall’Unione Europea.

La salamandra axolotl

Allo stato naturale l'axolotl è endemico del lago di Xochimilco, che si trova a 20 km a sudest di Città del Messico. Frequenta fondali di sabbia fine e numerosi nascondigli offerti da radici legnose e rocce ben saldate tra loro. Folta vegetazione a base soprattutto di Elodea, Egeria, Lagarosiphon e Ceratuphillum. Apprezza acque con buona corrente e molto ossigenate. Acque inquinate e povere di ossigeno possono indurre alla metamorfosi. L'axolotl si adatta alla temperatura dell'ambiente regolando il suo metabolismo di conseguenza, resistendo a temperature talvolta bassissime persino sotto lo zero.
Il nome scientifico della salamandra axolotl è Ambystoma mexicanum.
Può arrivare fino ad una lunghezza di 25-30 centimetri. Caratteristiche fisiche tipiche dell'axolotl sono il corpo tozzo con la presenza di due ciuffi branchiali ai lati del capo; presenta diverse varianti cromatiche delle quali quella albina e quella naturale (colorazione nera) sono le più conosciute. Oltre ad essere in grado di rigenerare parti del proprio corpo, nonostante in genere mantenga le caratteristiche dello stadio larvale può raggiungere la metamorfosi in casi di inadeguatezza ambientale (inquinamento, scarsità di ossigeno, eccetera). Nell'axolotl, la neotenìa è dovuta ad una disfunzione tiroidea: agli anfibi infatti, per compiere la metamorfosi, è necessario l'ormone Tiroxina, prodotto appunto dalla tiroide. L'esemplare maschio presenta labbra cloacali più sviluppate, e inoltre ha una forma del capo più definita, mentre in quello femminile ha una forma più rotondeggiante. La specie si nutre di ogni forma di vita della portata della sua bocca, dai pesciolini ai piccoli crostacei e molluschi.
Totalmente acquatica, questa salamandra branchiata ha un comportamento statico durante le ore diurne, mentre nelle ore notturne, nelle quali è attivo si muove in cerca di prede. L'axolotl è infatti un animale assai vorace.
È considerato una specie a rischio di estinzione per diversi fattori quali la pesca, l'inquinamento e la distruzione dell'habitat.

La salamandra tigre

Vive negli Stati Uniti, nel Canada e nel Messico. Predilige i sottoboschi, i terreni sabbiosi o friabili, i pressi di stagni, laghetti subalpini, pozze o fossati d’acqua, dove generalmente si immerge solo per l’accoppiamento e la deposizione. Passano la maggior parte del loro tempo in cunicoli scavati sotto terra, nascosti nella bassa vegetazione o sotto le foglie cadute, uscendo solo nelle sere più fresche ed umide per procurarsi il cibo.
Il nome scientifico della salamandra tigre è Ambystoma tigrinum.
Sono molto longeve perché possono vivere 25 anni e più. E’ un animale piuttosto grande e può raggiungere i 35 cm. di lunghezza in età adulta, la colorazione molto vasta può variare, a seconda della sottospecie, dal marrone al verde o nero di fondo, con macchie o striature gialle, verde nelle più svariate tonalità od ancora grigie. Sono caratterizzate soprattutto dalla loro testa grande, occhi piccoli e naso arrotondato.
In inverno vanno in letargo nelle tane abbandonate di altri animaletti e in primavera vanno in cerca di stagni. La salamandra è un animaletto vorace, si nutre di lombrichi, tarme della farina, limacce e camole del miele, nonostante ciò, queste salamandre non mangiano più che due volte alla settimana perché ingrassano molto facilmente.
La primavera è la stagione riproduttiva, nella quale le femmine depositano migliaia di uova: le larve che ne nascono si nutrono prevalentemente di invertebrati e alcune di queste possono arrivare anche a compiere atti di cannibalismo. Nella maggior parte dei casi, una volta raggiunta la maturità (dopo 2-3 anni), abbandonano l'acqua per raggiungere la terra ferma.
La salamandra tigre è un animale pauroso, (al contrario del nome che porta), è velocissimo e scappa davanti al pericolo. Il suo carattere, però, è sociale e pacifico.
La popolazione delle salamandre tigre è sana nella sua area di diffusione, anche se la deforestazione, l'inquinamento, e l'aumento del livello di acidità negli stagni in cui questi animali si riproducono incidono sulla distribuzione della specie. Molte salamandre vengono persino uccise dalle automobili quando in primavera, nel loro tragitto da o verso i luoghi di riproduzione, sono costrette ad attraversare le strade.

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