Paramecio
Il paramecio è un invertebrato che vive nelle acque stagnanti. È talmente piccolo che non è visibile a occhio nudo; lo si può osservare bene, però, al microscopio, anche soltanto a 100-200 ingrandimenti.
Il paramecio è un organismo formato di una sola cellula, è cioè unicellulare. Quest’unica cellula compie tutte le funzioni della vita animale si nutre, si riproduce, ha la sensibilità e si muove.
Capita talvolta di osservare al microscopio qualche paramecio che presenta una strozzatura a forma di 8: si tratta di un esemplare in fase di riproduzione. Tutta la cellula, nucleo compreso, si divide in due parti e nel giro di un’ora si originano due parameci. Questi si nutrono di batteri, ingrossano e dopo circa due ore danno origine a due altri organismi uguali. In tal modo il numero dei parameci dovrebbe aumentare all’inverosimile se nell’acqua non vi fossero altri animaletti che li divorano.
Quando l’acqua evapora, i parameci, per non morire si chiudono ognuno in una capsula sferica, detta cisti. Le cisti sono talmente leggere che vengono trasportate dal vento nei più svariati ambienti. Allorquando piove e ritorna l’umidità, il paramecio scioglie la capsula e riprende la sua vita normale.
Altro animale microscopico, simile al paramecio, frequente nelle acque stagnanti, è la vorticella, con il corpo a forma di elegante calice, sorretto da un lungo e sottile peduncolo.
Gli animali unicellulari si chiamano anche protozoi (parola greca che significa «primi animali»).
Esistono numerosi altri invertebrati formati da una sola cellula, come il paramecio. Tra essi si annoverano: il tripanosoma, il plasmodio della malaria, l’ameba, i foraminiferi e i radiolari.
Il tripanosoma, tramesso dalla mosca tze-tze, causa la malattia del sonno, terribile malattia che infierisce nell’Africa equatoriale.
Il plasmodio della malaria, tramesso dalla zanzara anofele, cagiona la malaria all’uomo.
L’ameba vive nelle acque stagnanti e nei terreni umidi. Essa non ha una forma definita perché ha la facoltà di mutare l’aspetto del corpo. Ha un caratteristico movimento, detto ameboide, dapprima emette dei tentacoli (pseudopodi), poi trascina in avanti il corpo. Per nutrirsi di qualche microrganismo, lo circonda e lo ingloba, come fanno i globuli bianchi che inglobano i germi penetrati nel sangue (fagocitosi).
I foraminiferi hanno il corpo racchiuso in un guscio calcareo. Popolano le acque del mare in numero così astronomico che i loro gusci depositandosi sul fondo, col passare del tempo, formano strati rocciosi di notevole spessore.
I radiolari vivono anch’essi nel mare. A differenza dei foraminiferi, presentano un’impalcatura interna silicea, con forme molto eleganti.

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