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Fonti di energia non rinnovabili: Combustibili fossili



I combustibili fossili sono sostanze ricche di carbonio, formatesi nel corso dei millenni dalla decomposizione di organismi viventi; attualmente sono la principale fonte di energia, ma le loro riserve sono destinate ad esaurirsi, sono quindi fonti energetiche non rinnovabili.
I combustibili fossili sono sostanze formatesi in epoche remote dalla decomposizione, lenta e graduale, di organismi vegetali e animali in particolari condizioni, come: forti pressioni delle rocce sovrastanti, assenza di luce e di ossigeno e temperature elevate.
In base al loro stato fisico si suddividono in: solidi (carbone), liquidi (petrolio) e gassosi (gas naturale).
Quando bruciano liberano una quantità variabile di sostanze dannose per l’ambiente, per esempio le emissioni di anidride carbonica.
I combustibili sono sepolti nelle profondità della terra o sotto le acque degli oceani.
Oggi l’Italia dipende per gran parte dai combustibili fossili, quindi consumiamo una fonte di energia non rinnovabile.
La sua estrazione, il suo trasporto e la costruzione delle centrali hanno un costo economico elevato.

Nella nostra vita usiamo molte fonti di energia. L’energia più usata è quella resa disponibile dalle “prese di corrente” dell’impianto elettrico delle nostre case.
Le centrali termoelettriche, che producono energia, funzionano bruciando i combustibili fossili: fonti di energia non rinnovabile.
Invece le fonti rinnovabili sono l’effetto di forze della natura inesauribili, come: l’energia solare, l’energia geotermica, l’energia eolica, l’energia delle maree e l’energia idroelettrica.
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