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Concetti Chiave

  • Tra i sette e i dodici anni, i bambini sviluppano la capacità di cooperare, passando da un linguaggio egocentrico a discussioni e giochi collettivi basati su regole condivise.
  • Il pensiero logico emerge attraverso operazioni concrete, permettendo ai bambini di interiorizzare e invertire azioni, come descritto da Piaget.
  • Il rispetto reciproco si afferma grazie alla cooperazione sociale, trasformando la morale da eteronoma a una basata su accordi condivisi tra bambini.
  • I nuovi sentimenti morali, come lealtà e giustizia, si strutturano in un sistema razionale di valori personali, analoghi alla logica del pensiero.
  • La volontà gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo morale, emergendo quando ci sono conflitti tra tendenze, e aiutando a rafforzare i valori morali superiori.

Come avviene lo sviluppo della cooperazione nei bambini?

Tra i sette e i dodici anni di età i bambini sviluppano la capacità di cooperare: il linguaggio egocentrico in larga parte si dissolve lasciando spazio alla capacità di discutere, i giochi si fanno collettivi e basati su regole condivise. Il bambino è ora in grado di riflettere, abbandona le condotte impulsive dei

primi anni di vita e, prima di agire, pensa. Se sul piano cognitivo si inizia a strutturare il pensiero logico, su quello affettivo emerge una morale cooperativa, sociale.

Operazioni concrete e pensiero logico

Per realizzare questi passaggi, l’intelligenza si serve dello strumento delle operazioni concrete e l’affettività dello strumento della volontà. Per Piaget le operazioni “come la riunione di due classi (i padri riuniti alle madri costituiscono i genitori) o l’addizione di due numeri, sono delle azioni, scelte fra le più generali (gli atti di riunire, di ordinare, ecc.,

intervengono in tutte le coordinazioni d’azioni particolari), interiorizzabili e reversibili (alla riunione corrisponde la dissociazione, all’addizione la sottrazione ecc.)”. Le operazioni concrete, in altri termini, divengono possibili

allorché il bambino, intorno ai sette anni di età, costituisce una serie di sistemi globali componibili e reversibili; il suo pensiero diventa logico proprio

grazie a questi sistemi di operazioni, che sono retti da alcune leggi fondamentali:

- Composizione: due operazioni di un insieme possono comporsi fra loro e

dare nuovamente luogo a una operazione dell’insieme (+1+1= +2)

- Reversibilità: ogni operazione può essere invertita (+1 diventa -1)

- L’operazione e il suo inverso danno un’operazione nulla o identica: +1-1= 0

- Le operazioni possono associarsi fra loro in tutti i modi.

Sviluppo morale e rispetto reciproco

Per quanto concerne la sfera affettiva, fra i sette e i dodici anni si assiste a un passaggio di grande rilevanza: se nello stadio precedente i sentimenti morali elementari erano originati dal rispetto unilaterale che il bambino manifestava nei confronti del mondo adulto - con la conseguente formazione di una morale eteronoma -, ora, grazie alle dinamiche di cooperazione sociale che caratterizzano le relazioni fra bambini, si afferma il sentimento del rispetto reciproco: la regola non viene più rispettata in quanto prodotto di una volontà esterna ma scaturisce da un accordo. Il rispetto reciproco genera una serie di nuovi, importanti sentimenti morali: la lealtà, l’amicizia, la giustizia, il fair play. Non solo: secondo Piaget, l’organizzazione dei valori morali della seconda infanzia è paragonabile a una logica dei valori, così come la logica è in qualche modo una morale del pensiero. Questa analogia si basa sulla considerazione che sentimenti come l’onestà, la giustizia, il rispetto costituiscono un sistema razionale di valori personali paragonabile ai raggruppamenti di concetti alla base della logica. I nuovi sentimenti morali si strutturano attorno a dei regolatori, il cui equilibrio finale è dato dalla volontà, che è l’equivalente affettivo delle operazioni logiche. La volontà, infatti, non è una semplice manifestazione di energia bensì una forma di organizzazione dell’energia che presuppone l’esistenza di un conflitto: “La volontà è inutile quando si ha già un’intenzione determinata e unica: appare invece ove si ha un conflitto di tendenze o di intenzioni, come quando, per esempio, si oscilla fra un piacere tentatore e un dovere. In che consiste allora la volontà? In questo conflitto, o in un altro analogo, è sempre presente una tendenza inferiore, ma forte in sé (ad esempio il piacere desiderato) e una tendenza superiore momentaneamente più debole (il dovere). L’atto di volontà non consiste allora nel seguire la tendenza inferiore e forte […] bensì nel rafforzare la tendenza superiore e debole, facendola trionfare”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il periodo di sviluppo della cooperazione nei bambini?
  2. Tra i sette e i dodici anni, i bambini sviluppano la capacità di cooperare, abbandonando il linguaggio egocentrico e iniziando a discutere e a giocare in modo collettivo e basato su regole condivise.

  3. Come si sviluppa il pensiero logico nei bambini?
  4. Il pensiero logico nei bambini si sviluppa attraverso le operazioni concrete, che diventano possibili intorno ai sette anni, permettendo loro di interiorizzare e rendere reversibili le azioni, come la composizione e la reversibilità delle operazioni.

  5. Qual è la differenza tra la morale eteronoma e quella reciproca?
  6. Nella fase precedente, i bambini seguivano una morale eteronoma, basata sul rispetto unilaterale verso gli adulti; ora, grazie alla cooperazione sociale, si sviluppa una morale reciproca, in cui le regole scaturiscono da un accordo tra pari.

  7. Quali nuovi sentimenti morali emergono con il rispetto reciproco?
  8. Con il rispetto reciproco emergono sentimenti morali come la lealtà, l’amicizia, la giustizia e il fair play, che si strutturano attorno a un sistema razionale di valori personali.

  9. Come si definisce la volontà secondo Piaget?
  10. Secondo Piaget, la volontà è l'organizzazione dell'energia che emerge in presenza di un conflitto tra tendenze, dove l'atto di volontà consiste nel rafforzare la tendenza superiore e debole, facendola prevalere su quella inferiore e forte.

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