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Pedagogia di Comenio

Comenio e il suo pensiero

Comenio afferma che “ è possibile insegnare tutto a tutti. Se gli alunni incontrano difficoltà esse non possono essere attribuite ne agli alunni ne ai contenuti.” Esponi e rifletti su:
- Il pessimismo storico e l’impegno educativo di Comenio
- Il problema del metodo
- I principi della didattica naturale
- Le tue considerazioni in merito al valore delle affermazioni della pedagogia di Comenio.
L’ideale di Comenio, come pedagogista, era quello dell’ “omnes omnia docere” – insegnare tutto a tutti – attraverso una formazione di base che deve incorporare sia gli aspetti della vita spirituale sia quelli civili di ogni individuo.
A differenza di Lutero, il quale nutre un pessimismo radicale ( secondo cui l’uomo è per natura segnato dal peccato originale , e di conseguenza la salvezza può dipendere solo dalla grazia di Dio, quindi all’uomo non resta che appellarsi alla fede ) il pessimismo di Comenio è storico, e la chiave per comprenderlo è proprio la storia del popolo ebraico. Comenio infatti interpretò la vicenda di questo popolo come “condannata “ dalle deviazioni della parola di Dio, ma allo stesso tempo contraddetta dalla certezza di una futura alleanza tra dio e il suo popolo; quindi storia di un’umanità decaduta ma anche chiamata alla salvezza. Come egli scrive riguardo la storia ebraica, l’uomo dovrà perseguire come fine ultimo la salvezza e quindi ill ricongiungimento con il Padre ma, durante il corso della vita dovrà prendere come esempio la benevolenza divina, impegnandosi ad agire attraverso i propri mezzi , tra i quali Comenio indica come primario l’impegno educativo e come complementari la conoscenza, la rettitudine di costumi e la pietà religiosa. Scrive infatti che le Sacre Scritture correggono la corruzione umana, mostrando un esempio di retta educazione ai giovani, infatti non basta più , come nel Medioevo, l’ascesi, o come indica Lutero, la sola fide; il ricongiungimento a Dio è ben più complesso e richiede un “passaggio obbligato” attraverso la storia, che formi in maniera globale l’uomo, attraverso conoscenza, vita morale e apertura a Dio.

Comenio afferma che “ educare è vivere “ ma, per educare c’è bisogno di preporsi degli obiettivi da realizzare , costituiti dal Metodo attraverso cui l’educatore intende trasmettere il sapere. Il problema del metodo fu tra i più discussi nel 17° secolo. Esso fu oggetto di studio di Bacone, Machiavelli, Locke , Cartesio e anche Galileo Galilei, che ne fecero il “principio primo “ per il proprio filosofare e sperimentare. Comenio chiarì i tre fini educativi : conoscenza, moralità e pietà religiosa, quindi spostò il proprio impegno alla ricerca di un metodo che rendesse l’insegnamento e l’apprendimento un processo di “inculturazione” facile, gradevole e soprattutto efficace. Infatti il metodo elaborato da Comenio è alla base della metodologia e della didattica moderna e contemporanea. Per lui infatti il modello didattico deve essere dettato dalla manifestazione dei processi naturali, quindi il corpus didattico può definirsi “realista poichè per analogia così come la natura segue in maniera dinamica i processi di trasformazione, la costruzione del sapere segue lo sviluppo dell’alunno e il suo processo di maturazione. Comenio perciò si pone contro la didattica tradizionale; criticando il Verbalismo, il formalismo , l’enciclopedismo, e il particolarismo, contrapponendo a questi quattro precetti una didattica conforme alla natura.
Affermando che la scuola deve insegnare prima le cose, poi le parole Comenio accusa la scuola di verbalismo e ribadisce che le cose rappresentano la sostanza, mentre le parole l’ornamento. Comenio inoltre accosta al verbalismo anche il formalismo; affermando che anche nello studio della lingua si procede all’inverso, partendo da un autore o da un lessico per arrivare alla grammatica, mentre dovrebbe essere l’esatto contrario.
Per rafforzare ancor di più la sua tesi gli fa un esempio concreto : la comunicazione tra uomini,evidenziando l’inutilità degli argomenti ai quali erano sottoposti i ragazzi, come ad esempio il latino; Comenio afferma che tutti, anche i lavoratori più umili possono imparare una qualsiasi lingua diversa dalla propria, più velocemente e facilmente di un alunno che ha la possibilità di studiare in un clima favorevole, con la differenza che dopo qualche mese colui che ha imparato una lingua differente è in grado di esprimersi correttamente , mentre gli studenti che apprendono il latino non avranno mai tanta sicurezza e dovranno sempre appellarsi alla grammatica e al lessico. Oltre al Verbalismo ed al formalismo Comenio individuò un altro errore didattico abbastanza comune: l’enciclopedismo confuso, ovvero un’unione forzata , senza ordine, metodo e senza tener conto dei limiti degli alunni. Egli scrive infatti che nella scuola prevale la confusione poiché c’è tendenza ad ammassare quante più nozioni possibili nella mente degli scolari, quasi a voler colmare con le nozioni delle teste considerate altrimenti vuote. Dopo aver condannato l’enciclopedismo e quindi il Mnemonismo , Comenio procedette accusando sia il particolarismo nelle singole materie , sia nell’insegnamento delle stesse, poiché le prime venivano smembrate e divise in particolari frammentati, fini a se stessi, mentre le seconde , a causa della precedente frammentazione, mancavano di congiungimenti e raccordi interdisciplinari. Scrive infatti che le varie materie venivano insegnate in maniera non corretta poiché insegnate senza collegamenti con le altre e fini a se stesse, che quindi causano nello studente un senso di stordimento, poiché l’alunno si trova dinanzi alla dialettica, alla retorica, ai commenti e a tutto quanto di più complesso senza poter comprendere cosa avviene.
Dopo aver condannato il modello didattico tradizionale il pedagogista propose un passaggio dall’enciclopedismo che generava confusione, ad un modello didattico “naturale”, basato sull’esperienza e correlato ai processi di apprendimento spontaneo dell’alunno. Il metodo proposto da Comenio si può ricondurre a tre principi fondamentali: gradualità , ciclicità e globalità, volti alla creazione di una programmazione dettagliata dell’intero percorso scolastico. Per quanto riguarda la Gradualità e la ciclicità dell’attività scolastica Comenio afferma l’importanza di un’istruzione universale , posta in modo tale che lo sviluppo dei vari argomenti p appaia agli studenti come un approfondimento dettagliato degli argomenti precedentemente trattati. Ribadisce che qualsiasi lingua, scienza o arte debba essere insegnata attraverso concetti semplici e basilari, di modo che , colui che li apprende, prima di entrare nel “vivo” dello studio, abbia un’idea c globale e generale dello studio che si accinge a compiere. I tre aspetti della formazione proposta d a Comenio sono correlati alla programmazione; essa ha la funzione specifica di facilitare l’apprendimento del singolo alunno, rendendo efficace per tutti l’insegnamento scolastico. Nella “didactica magna” lo stesso pedagogista indica il bisogno reale di un “piano i studi” nel quel siano ben definiti i fini, i mezzi, l’ordine dei mezzi e l’ordine degli studi stessi. Da qui un’ulteriore divisione della programmazione:
- Divisione accurata delle materie ed eguale per tutte le classi, disponendo le varie materie in modo tale che le prime siano propedeutiche alle successive;
- Tempi distribuiti in maniera corretta e capillare facendo corrispondere a un dato momento un’attività precisa;
- Rispettare le tempistiche e gli ordini prestabiliti per non dimenticare o invertire nulla.
Comenio sintetizza la propria didattica proponendo dieci principi nei quali articola il proprio pensiero, evidenziando le analogie tra processi di apprendimento e quelli naturali. Pertanto l’educazione sarà agevolata:
1 Se inizia presto prima che le menti siano corrotte
2se avviene con la dovuta preparazione degli animi;
3 se procede dal generale al particolare;
4 se procede dalle cose più semplici alle più complesse
5 se nessun alunno è gravato da cose superflue
6 se si procede ovunque lentamente
7 se le menti non sono costrette se non a ciò che desiderano naturalmente per ragioni di età e metodo
8 se tutto viene insegnato attraverso la diretta esperienza
9 per utilità immediata
10 il tutto con lo stesso metodo assiduo e costante.
Primo principio – la natura inizia dalla privazione ; infatti le menti più giovani apprendono meglio il sapere che viene trasmesso loro, poiché più tardi inizia l’apprendimento, più esso avrà un’andatura lenta e faticosa. Inoltre il fanciullo deve essere educato da un unico precettore, poiché è improbabile che più maestri abbiano lo stesso metodo, come espresso nella Didattica magna.
Secondo principio – La natura predispone la materia a desiderare la forma ; è sbagliato costringere i fanciulli all’ apprendimento , mentre i genitori hanno il compito di far nascere nel proprio figlio l’interesse e la motivazione allo studio, lodando le persone colte e soprattutto il maestro che educa i propri figli. Inoltre la scuola, oltre ad essere una proposta coinvolgente per lo scolaro , deve essere anche piacevole alla vista: essa infatti dovrà rispondere a dei prerequisiti : un luogo luminoso, pulito e con le pareti abbellite da dipinti, effigi, mappe e tutto ciò che possa suscitare interesse nel bambino. All’esterno invece la scuola dovrà esser provvista di luoghi di svago e giardini con alberi e fiori ; se la scuola risponderà a questi prerequisiti , gli scolari ci andranno con molto interesse.
Terzo principio – la natura trae tutte le cose da principi piccoli per quantità , ma validi per virtù; solitamente nelle scuole i maestri tralasciavano i principi basilari per riempire le menti degli alunni con conclusioni e trattati, distogliendo l’interesse per i semi, ovvero i principi basilari, che gettano le basi per la crescita delle virtù.
Quarto principio – la natura passa dalle cose più facili alle più difficili; le cose sono sempre correlate, di modo che vengano apprese prima le più vicine e a seguire quelle sempre più lontane. Perciò nell’approccio con materie nuove esse devono essere illustrate nell’atto pratico quotidiano di modo che il fanciullo ne comprenda l’uso. I sensi degli scolari vanno esercitati con gradualità, prima i sensi, poi la memoria, da qui una visione globale che nutre un giudizio per arrivare alla certezza della scienza.
Quinto principio – la natura non si affretta, ma procede con lentezza, l’educatore dovrà aiutare l’alunno nell’apprendimento, senza affrontarlo e procedendo in maniera graduale.
Sesto principio – la natura non eccede mai e si contenta di poco; l’insegnamento contemporaneo della grammatica, della dialettica, della retorica della lingua e della poesia greca fune solo da distrazione per gli animi.
Settimo principio – la natura partorisce solo ciò che maturando nel suo seno , desidera veire alla luce; forzate le menti a cose superiori all’età e alla capacità e costringere all’apprendimento mnemonico causerà nell’alunno un senso di confusione
Ottavo principio della pedagogia di Comenio – la natura si aiuta da sola in tutti i modi possibili; i precettore che assegna dei compiti agli scolari senza spiegarli ne aiutare gli alunni in difficoltà , procura agli studenti solo una tortura; daqui Comenio afferma che nell’insegnamento non debbano esser presenti frustate, ma gli alunni devono avere una spiegazione chiara, semplice e lineare di quanto assegnato loro e il maestro debba stimolare i sensi affinchè l’apprendimento si imprima nelle menti degli alunni.
Nono principio – la natura produce soltanto cose il cui uso è subito manifesto;; l’allievo troverà più facile e utile l’apprendimento se gli verranno mostrati gli usi pratici di ciò che apprende. Questa deve essere infatti la chiave per lo studio della grammatica, della dialettica , dell’aritmetica, della geometria e della fisica. Quindi non va insegnato ciò che non ha un uso immediato.
Decimo principio – la natura fa ogni cosa in modo uniforme; al fine d non creare ulteriore confusione nelle menti dei giovani si dovrà cercare di insegnare tutte le scienze con un unico metodo, così per le arti e le lingue si debba cerare di procedere egualmente per tutti gli orini scolastici.


Alla luce delle affermazioni appena concluse sono in grado di esprimere una mia considerazione personale riguardo le affermazioni di Jan Amos Comenio. Nonostante egli sia vissuto e abbia chiarito il suo pensiero nel 1600 , il valore delle sue affermazioni è attuale tutt’oggi. Infatti nella sua didattica e nei dieci principi per agevolare l’apprendimento al fanciullo si riscontrano le fondamenta per quelli che sono i metodi di apprendimento attuali; inoltre , dal mio punto di vista, di studentessa, concordo con quanto afferma il pedagogista; trovo che la critica condotta riguardo l’insegnamento del latino sia molto più che attuale. Il latino infatti, da sempre rappresenta il maggior problema degli studenti, che non ne comprendono l’utilizzo pratico. Le affermazioni fatte da Comenio in merito al problema del metodo sono totalmente attuali e racchiudono tutto ciò che la scuola odierna cerca di offrire secondo le proprie possibilità agli studenti. Da qui non più “teste colme di nozioni frammentarie e particolareggiate”, ma “teste ben formate” .
Si può quindi dire che Comenio fu il precursore della pedagogia moderna e contemporanea, poiché introdusse novità importanti, ponendosi a favore degli scolari e spostando il baricentro del processo di apprendimento: dalla centralità del maestro a quella dell’alunno, peri il quella la scuola deve essere propedeutica alla vita e deve fornirgli i mezzi per affermarsi in svariati contesti tra i quali il lavoro per diventare un buon cittadino, genitore ed educatore.

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