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La Scolastica

La Scolastica medievale è un movimento filosofico e insegnamento che mirò a edificare la dottrina e il sapere dei cristiani; ebbe come suoi centri prima le scuole monastiche e poi le università.

Bernardo di Chiaravalle

San Bernardo di Chiaravalle nacque vicino a Digione da una nobile famiglia. Nel 1153 ebbe l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle, a sud di Milano, di cui fu il primo abate. Fu anche un grande riformatore dell’ordine benedettino. Egli proponeva una vita aderente al messaggio evangelico delle origini, perciò la teologia di San Bernardo non cerca ragionamenti filosofici, ma è orientata alla spiegazione della storia della salvezza, cioè alle tappe storiche nelle quali si è manifestato l’amore di Dio per l’uomo. Secondo Bernardo, la vera filosofia consiste nel conoscere Gesù e la sua crocifissione. Bernardo proponeva una vita dedita all’ascesi e alla contemplazione al fine di raggiungere il vero e unico bene, che è Dio. Secondo lui, l’elevazione mistica si svolge in un processi che si scandisce in tre momenti progressivi :
• In un primo luogo, possedere la virtù dell’umiltà permette di rendersi coscienti della condizione di povertà spirituale in cui l’uomo è caduto in conseguenza del peccato originale.
• Da questo grado si perviene poi alla virtù della carità generata dalla compassione che si nutre verso la propria e l’altrui miseria e dal desiderio di raggiungere la purezza dell’anima.
• Con la virtù della contemplazione l’uomo compie il salto dalla dimensione terrena a quella divina; l’anima, distaccatasi dai limiti della corporeità esce da se stessa (estasi) per identificarsi con Dio.
Domenicani e Francescani
All’inizio del XIII (13) secolo[s] nacquero diversi ordini religiosi e tra i più importanti furono :
• L’Ordine dei Domenicani, il quale fu fondato in Spagna da Domenico di Guzman, con l’intento di lottare contro il propagarsi dei movimenti eretici e favorire, attraverso l’insegnamento e la predicazione, la diffusione della verità cristiana. L’esponente più importante fu Tommaso d’Aquino.
• L’Ordine dei Francescani, il quale prese il nome da Francesco d’Assisi. Francesco non voleva che i suoi seguaci si preoccupassero della propria formazione culturale, desiderava solo che vivessero secondo l’insegnamento del Vangelo una vita povera e semplice. La dottrina di Francesco si incentrava sull’ideale della fratellanza universale : tutti gli esseri sono fra loro fratelli e sorelle, perché nascono dalla bontà creatrice dell’unico Padre. Quest’idea veniva realizzata concretamente attraverso l’assistenza ai pi[/s]ù deboli, ai malati, ai lebbrosi. Il movimento nato con Francesco non si oppose all’autorità ecclesiastica, la quale approvò gli ideali di vera vita evangelica.
Tommaso d’ Aquino
Tommaso d’ Aquino fu uno dei più importanti esponenti dell’ordine dei Domenicani, di cui decise di entrare in contatto nell’ aprile del 1244. Questa scelta però non fu accettata dalla sua famiglia, perché la sua madre Teodora, vedendo svanire i progetti di una possibile carriera a Montecassino per il figlio, si recò personalmente a Napoli con l’intento di dissuaderlo in tutti i modi ma non lo trovò neppure perché Tommaso era già partito per Roma. La mamma non si dette per vinta e incaricò gli altri figli di intercettare il gruppo di frati tra i quali vi era anche Tommaso. Il ragazzo fu letteralmente rapito dai fratelli e rinchiuso in un castello per circa un anno con l’intento di distoglierlo dal suo progetto. Ma fu inutile perché Tommaso tornò presso i domenicani a Napoli. Le sue opere principali sono la Summa contra gentiles e la Summa Theologiae (incompiuta). Secondo Tommaso, la dimostrazione dell’esistenza di Dio si doveva basare su argomentazioni filosofiche. Le argomentazioni di cui si servì sono cinque e sono dette le cinque vie tomistiche, e procedono tutte quante a posteriori, cioè partono dall’esistenza del mondo per dimostrare l’esistenza di Dio. Esse sono la :
• La via ex motu
• La via ex causa
• La via ex contingentia
• La via ex gradu
• La via ex fine
Nella prima parte della Summa Theologiae, tratta di Dio come principio di tutte le cose e delle creature ragionevoli. Ma Dio non è solo un principio, è anche fine di tutte le cose. Tutte le creature sono rette e governate dalla legge divina eterna.
Tommaso, oltre nella filosofia, ha avuto un grande ruolo in Pedagogia. Gli scritti pedagogici di Tommaso sono il De Magistro, e un articolo della Summa Theologiae, nei quali affronta il tema dei rapporti fra educatore ed educando. Questo tema era già stato affrontato da Agostino d’Ippona. Egli diceva che sono tanti i maestri che l’uomo incontra durante il corso della propria vita verso il cammino della verità. Tra questi vi è il maestro terreno, che oltre che insegnare, ha il compito di esortare ad apprendere, quindi le parole del maestro non mostrano la verità ma la invitano a cercarla. Il maestro non è uno ma sono tanti e ognuno di questi arricchisce il soggetto. Però per poter raggiungere la figura cristiana ha bisogno del maestro divino, cioè Dio. Tra i principi pedagogici di cui parla Agostino, vi è quello dell’accompagnamento del maestro, il quale non si deve sostituire all’allievo, ma lo deve aiutare a scoprirsi e tale è uno dei principi educativi ancora oggi più importanti dell’ambito educativo moderno. Perciò per Agostino, il maestro si limitava a stimolare, mentre per Tommaso d’Aquino il maestro assume la dignità di vera e propria causa motrice del processo di apprendimento. Ma non è la causa principale perché la causa principale è sempre l’attività del discendente.
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