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Tommaso Campanella: spunti pedagogici


Nella sua opera, La Città del Sole, pubblicata nel 1602, non mancano interessanti intuizioni di tipo sociale e pedagogico. Campanella non ammette nessuna divisione in classi e nessuna distinzione di dignità fra arti liberali e meccaniche. Tutti devono lavorare e se tutti lavorassero, a tutti resterebbe sufficiente tempo libero per dedicarsi ad altre attività formative. Per dimostrare che quattro ore al giorno di lavoro sarebbero sufficienti, Campanella analizza la situazione di Napoli del Seicento in cui su 70.000 abitanti, solo 15.000 si ammazzano di lavoro per mantenere tutti, mentre i rimanenti 55.000 si abbandonano all’ ozio, al vizio e ai piaceri. Le cose andrebbero ben diversamente se lavorassero tutti per permettere ad ognuno di avere lo stesso tempo libero, arricchendosi, anche se adulti con una formazione educativa basata sul principio dell’ imparare giocando. Il metodo sostenuto da Campanella si avvicina al moderno metodo intuitivo: nella Città del Sole, le sette cerchia di mura sono istoriate in modo da costituire una vera e propria enciclopedia visiva che comprende tutte le scienze e tutte le arti. Passeggiando in schiere guidate dagli insegnanti, via via i fanciulli imparano ogni cosa senza noia e soprattutto giocando. Da parte loro, gli insegnanti lasciano liberi i discenti e li conducono anche nelle officine dove si praticano attività manuali con lo scopo di osservarne le inclinazioni. Nessuna attività è trascurata, nemmeno quelle agricole e la vera nobiltà è legata al numero di arti e di scienze che il giovane è in grado di fare bene. Campanella è molto critico e sarcastico nei confronti della pedanteria grammaticale tipica dell’aristotelismo dominante ai suoi tempi e che prevaleva delle scuole e in cui, come egli stesso nota, il fanciullo non contempla le cose ma i libri. Gli studi e le occupazioni sono identiche per maschi e femmine salvo alcune differenziazioni consigliate dal diverso grado di fisicità; tutti sono introdotti alla musica e alla pittura.
Campanella è convinto che un simile metodo permetta ai giovani di apprendere molto in tempi sufficientemente brevi anche se egli non pone alcun limite al processo di formazione degli individui.
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