Concetti Chiave

  • Emile Zola utilizza una voce narrante che rispecchia il suo punto di vista e codice morale, creando un distacco tra l'autore e i personaggi.
  • Zola adotta la tecnica dell'impersonalità con un distacco scientifico, mantenendo la possibilità di commentare, a differenza di Verga che elimina completamente il giudizio narrativo.
  • Zola crede in una società regolata da leggi scientifiche, mentre Verga vede la società come dominata da rapporti immutabili di sopraffazione.
  • Le convinzioni di Zola e Verga sono influenzate dalle loro origini: Zola dalla realtà dinamica francese e Verga dall'arretratezza del meridione italiano.
  • Entrambi mirano a una funzione conoscitiva nelle loro opere, ma Zola aspira al miglioramento sociale, mentre Verga accetta l'immutabilità della realtà.

La Voce Narrante Secondo Zolà

Secondo lo scrittore e filosofo francese Emile Zolà, la voce narrante di un'opera deve riprodurre il modo di vedere dell'autore, dare quindi un giudizio dal suo punto di vista, col suo codice morale: il narratore dev'essere infatti colui che crea un netto distacco tra l'autore e i personaggi dell'opera. In altri casi, il giudizio è implicito (ad esempio, il narratore non interviene direttamente, palesandoci cosa pensa di una determinata situazione, ma può lasciarcelo intendere con particolari termini o alcuni aggettivi). Unica eccezione è l'Assommoir (ove Zolà riproduce il gergo dei proletari, si adegua anche la voce narrante, anche se non quanto avviene in Verga: il linguaggio del narratore, infatti, è sempre colto. Anzi, ricco di termini gergali, risulta quasi straniato, finto..).

Tecnica dell'Impersonalità

A ciò si aggiunge la tecnica dell'impersonalità: per Zolà si tratta di un distacco scientifico e nonostante ciò, il narratore ha sempre il potere di commentare; per Verga invece si tratta di una vera e propria eclissi del narratore, senza giudizio alcuno.

Ideologie di Zolà e Verga

Dal punto di vista ideologico, Zolà sostiene un'idea di società regolata da leggi spiegabili scientificamente (seguendo perfettamente la fiducia progressista); Verga, d'altro canto, parla di una società regolata da rapporti di sopraffazione immutabili. I due autori posseggono tali convinzioni soprattutto a causa della loro provenienza: Zolà è protagonista della realtà dinamica della Francia, partecipe al forte sviluppo economico, e con un pubblico di lettori che lo capiscono e di cui esprime le esigenze. Verga, invece, è schiavo dell'arretratezza del meridione, in cui ancora pervade una traccia di fatalismo destinata a non estinguersi mai.

Finalità delle Opere

I due, infine, hanno anche finalità diverse: Zolà pensa per le sue opere una funzione conoscitiva, nell'ideale progressista secondo cui la conoscenza può migliorare la società; anche le opere di Verga hanno una funzione conoscitiva, ma egli è convinto che la realtà non possa essere modificata, solo riconosciuta per quella che è.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di Zolà riguardo alla voce narrante?
  2. Zolà ritiene che la voce narrante debba riflettere il punto di vista dell'autore, mantenendo un distacco tra autore e personaggi, con giudizi impliciti o espliciti.

  3. Come differiscono le tecniche narrative di Zolà e Verga?
  4. Zolà utilizza la tecnica dell'impersonalità con un distacco scientifico, mentre Verga adotta un'eclissi del narratore, senza alcun giudizio.

  5. Quali sono le finalità delle opere di Zolà e Verga?
  6. Zolà vede le sue opere come strumenti conoscitivi per migliorare la società, mentre Verga crede che la realtà sia immutabile e debba essere riconosciuta per quella che è.

Domande e risposte

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