Il romanzo storico tra 1800 e 1900

Il romanzo storico è un opera narrativa che nasce come genere letterario all’inizio Ottocento per il desiderio di analizzare e comprendere la realtà.
Sono i romantici a rivelare una grande passione per la storia e per lo studio del passato. Desiderano ritrovare le loro radici nella storia, perché sono convinti che conoscere la storia consenta all’uomo di comprendere meglio il presente. Per loro ogni epoca storica deve essere compresa nei suoi aspetti specifici, nella sua mentalità, nei suoi valori.
Verso la fine del secolo, si assiste al declino del romanzo perché gli scrittori concentrano la loro attenzione sulla realtà sociale del loro tempo. Nascono così il romanzo naturalista in Francia e quello verista in Italia.
All’inizio del Novecento, la crisi continua e prevale l’interesse per l’analisi psicologica e il gusto per temi filosofici e morali.
Durante il secondo Novecento la situazione si ribalta e il romanzo storico rinasce grazie allo sconvolgimento legato alla guerra e alle dittature, che spinse gli scrittori a riflettere di nuovo sulla storia e sui suoi meccanismi. I nuovi romanzi appaiono molto diversi da quelli del 1800 in quanto concentrano l’attenzione sulla psicologia dei protagonisti e parlano del passato osservando continuamente il presente.
Dal 1980 il romanzo storico si fonde con altri generi di romanzo, in particolare con il giallo, che era un genere “alto” di letteratura e un genere di intrattenimento. La fusione è segnata dal romanzo “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Successivamente alcuni scrittori hanno seguito l’esempio di Eco e hanno ambientato trame di romanzo gialle in luoghi ed epoche storiche ben determinate, mentre altri hanno unito storia e narrativa. Ritorna però, anche l’interesse per il romanzo storico in sé.
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