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Il romanzo storico in Italia

Il romanzo storico è un genere di grande successo nella prima metà del secolo, rientra nella letteratura di consumo. C'è un filone scottiano, di Walter scott caratterizzato da tratti pittoreschi, e il filone manzoniano, i romanzi che seguono il modello dei promessi sposi. Successo fino a metà 800 che viene meno a metà secolo e vede una trasformazione, un'evoluzione del romanzo storico non tratta più eventi della storia passata, ma eventi della contemporaneità. P608: in entrambi i romanzi, uno di Tommaso Grossi e D'Azeglio, abbiamo elemento eroico affiancato a quello più comico e un atteggiamento paternalistico e moralistico da parte dell'autore, ideologia prevalentemente liberale. Entrambi inoltre erano amici di Manzoni. Troviamo poi altri romanzi, uno di Guerrazzi che scrive romanzi in cui prevale la tendenza democratica, mazziniana e repubblicana, quindi più distante rispetto a Manzoni, c'è un marcato anticlericalismo è certo gusto per il macabro, per l'arrivo e per gli aspetti più cupi della realtà e lo stile è piuttosto enfatico.

In Italia non c'è interesse per il romanzo sociale che riguarda proprio la società attuale e i problemi che invece troviamo in altri paesi quali la Francia, l'Inghilterra. In Italia questo genere non ha grande peso, non incontra il gusto del pubblico, sempre a causa dell'arretratezza italiana.
Un romanzo di grande interesse che però esprime già la crisi del romanzo storico attento alla contemporaneità sono le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo. È un letterato Veneto, muore giovanissimo nel 61, partecipa ai moti risorgimentali, è interessato alle vicende militari e partecipa alla spedizione dei mille e nel 61 durante un suo spostamento in nave muore e il suo romanzo Le confessioni di un italiano viene pubblicato nel 67 che racconta gli eventi dalla seconda metà del 700 fino alla metà dell'800. Di questo romanzo è interessante il fatto che la storia del personaggio protagonista che racconta in prima persona come fosse una vicenda autobiografica, le sue vicende che si intersecano con la storia d'Italia. L'ho esser anche considerato un romanzo di formazione perché si segue l'evoluzione è la formazione del protagonista che nasce veneziano e arriva ad essere italiano, percorso di formazione di un italiano che prima e inconsapevole e poi si rende conto di appartenere all'Italia e racconta la sua vita. Il protagonista è Carlo Altoviti. Il filo conduttore che collega tutte le fasi della vita di Carlo Altoviti è una figura femminile, la Pisana, che è la cugina di Carlo di cui si innamora. È una sorta di anti Lucia, è una personalità complessa,c'è una donna trasgressiva e ribelle.
Romanzo psicologico di Tommaseo "Fede e bellezza": romanzo d'amore e si basa soprattutto sulla introspezione dei personaggi,cosmo loro che raccontano se stessi l'una all'altro.

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